INFEZIONI NOSOCOMIALI E IGIENE OSPEDALIERA

La disinfezione di routine delle superfici è stata per lungo tempo considerata una componente importante dell’igiene ospedaliera. Il significato di questa disinfezione costituisce ancora oggi l’oggetto di controversia nei paesi germanofoni. Studi provenienti da diversi gruppi e spesso realizzati con prelievi microbiologici estesi hanno dimostrato che la contaminazione ambientale negli ospedali (in modo particolare dei pavimenti) può essere ridotta sostituendo la disinfezione ad una semplice pulizia (la riduzione passa da circa 80% a 95-99%).

Ciononostante questo effetto è osservato solo durante un breve periodo: 2 ore dopo la disinfezione il numero di germi raggiunge nuovamente il valore iniziale.

Finora nessuno studio ha dimostrato un rapporto tra la disinfezione delle superfici e una riduzione delle infezioni nosocomiali. Molti paesi (Finlandia, Svezia, Norvegia, Francia, Portogallo e Italia) raccomandano quindi un piano di disinfezione mirato, nel quale una semplice pulitura è sufficiente per la maggior parte delle superfici.

I microrganismi presenti sulle superfici sono per la maggior parte del tempo trasmessi ai pazienti tramite le mani. Una disinfezione appropriata permette quindi di evitare questa contaminazione e di ridurre il rischio di trasmissione ai pazienti. Questo è sicuramente più importante rispetto alla disinfezione delle superfici.

Malgrado ciò, numerosi studi mostrano che la conformità del personale raggiunge raramente il 40-50% anche nelle fasi di studio.

L’allergia ai prodotti disinfettanti è un altro argomento che si oppone alla disinfezione di routine delle superfici. Si tratta di una delle malattie professionali più frequenti per il personale di cura e di pulizia. Inoltre i prodotti disinfettanti sono eliminati negli scarichi, dove possono esercitare la loro attività antibatterica e nel peggiore dei casi possono ridurre la quantità di microrganismi necessari per il trattamento delle acqua di scarico.

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Infine l’uso eccessivo di questi prodotti può anche condurre teoricamente allo sviluppo di resistenze.

Ciononostante 2 studi hanno chiaramente dimostrato che una disinfezione delle superfici è necessaria se i pazienti sono portatori di StaphyZococcus aureus meticillino-resistenti (MR-SA) e di enterococchi resistenti alla vancomicina. Questi due microrganismi possono sopravvivere sulle superfici per settimane e essere quindi trasmessi. L’acquisizione di microrganismi sulle mani a partire dalle superfici è stata dimostrata in una situazione clinica sperimentale partendo dalle tastiere dei computer.

Gli MRSA costituiscono un problema d’importanza crescente anche nella comunità. Una trasmissione tramite una sauna è stata descritta in Alaska. L’emergenza degli MRSA con resistenza alla vancomicina rafforza la necessità di prendere delle misure per evitare la disseminazione di questo germe. Anche i bacilli Gram negativi possono colonizzare le superfici, come per esempio Stenotrophomonas maltophilia nell’ambito della mucoviscidosi. Le spore di Clostridium difficile possono pure essere facilmente evidenziate (nel 37% dei casi) in camere di pazienti con diarrea

Delle salmonelle sono state messe in evidenza nelle toilette fino a 50 giorni dopo una contaminazione artificiale. Un’epidemia causata da una salmonella resistente ai chinoloni è stata messa in relazione con delle superfici e dei materassi contaminati. Questi dati suggeriscono che una decontaminazione (una riduzione del numero di germi) delle superfici permette di ridurre il rischio di trasmissione di microrganismi, sia la decontaminazione è realizzata con una pulizia meccanica o combinata a una disinfezione.

Il miglior mezzo per pervenire a una riduzione della carica batterica non è stato ancora scientificamente stabilito per ogni situazione. Ecco perché gli esperti hanno formulato delle raccomandazioni spesso diverse secondo la loro valutazione dei fatti menzionati sopra.

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A dispetto di questa situazione poco chiara sul piano scientifico, i servizi di pulizia chiedono delle raccomandazioni da parte dell’igiene ospedaliera. Una disinfezione chimico-meccanica è sempre raccomandata dopo una contaminazione accidentale. Il gruppo Swiss-NOSO raccomanda una disinfezione di routine delle superfici nelle camere che ospitano pazienti portatori di germi multiresistenti.

Nelle camere dove c’è un susseguirsi rapido di pazienti e in quelle dove soggiornano pazienti con diverse malattie sotto-giacenti, è possibile che una disinfezione di routine delle superfici pei metta di diminuire il rischio di trasmissione di germi multiresistenti. Questa disinfezione non è tuttavia necessaria nelle unità o le camere normali.

In tutti i casi è importante scegliere un prodotto disinfettante con un alto potere detergente in modo da evitare di dover trattare due volte le stesse superfici. Inoltre, il prodotto deve essere possibilmente biodegradabile e non deve essere vaporizzato. I prodotti a base di glutaraldeide sono stati i disinfettanti di scelta per decenni e sono stati soppiantati dalla formaldeide. L’odore può però essere sgradevole e bisogna assicurare una buona aerazione delle camere. Ci sono oggigiorno sul mercato dei prodotti equivalenti sul piano microbiologico che permettono una buona pulizia e una disinfezione.

Nell’applicazione di un prodotto, raccomandiamo di usare dei dosatori oppure di far preparare la soluzione in farmacia. I disinfettanti che devono essere preparati direttamente dal personale delle pulizie non sono raccomandati nella misura in cui la concentrazione utilizzata non può essere verificata. E’ in questo modo che si è sviluppata un’epidemia recentemente descritta, la cui causa è stata attribuita a delle concentrazioni insufficienti di disinfettanti e ad un’applicazione sbagliata del prodotto: dei 28 bambini colpiti, 11 hanno presentato uno choc settico e 2 sono morti. Tutte le procedure, comprese quelle riguardanti la protezione del personale devono essere consegnate per scritto in modo da minimizzare eventuali errori o incomprensioni.