Oli essenziali

Tutti sanno dell’importante ruolo che svolge il nostro senso dell’olfatto, in particolar modo, nella relazione che c’è tra ambiente e uomo. Attraverso il naso vengono trasmessi dei messaggi al cervello che investono la sfera psichica dell’individuo prima ancora di influire su quella organica, pertanto gli odori che percepiamo nell’ambiente in cui viviamo o lavoriamo ci trasmettono sensazioni più o meno piacevoli.

Per provare questa sensazione piacevole di benessere quando stiamo fra le mura domestiche, è importante anche che, il profumo di un ambiente, cambi a seconda delle situazioni, della destinazione stessa di una stanza o anche in relazione alla stagione.

Gli oli essenziali  o Principi aromatici li troviamo sottoforma di minuscole goccioline oleose oessenze  in varie parti di una pianta aromatica: nei fiori, nelle foglie, nelle gemme, nei frutti, nei semi, nella resina, nella corteccia e nelle radici. Solo poche gocce si ricavano dalla distillazione o dalla spremitura-pressatura di una considerevole quantità di parti di pianta.

A seconda delle caratteristiche, gli oli essenziali, vengono suddivisi in tre famiglie definite da una “nota”: nota di base, nota di testa e nota di cuore:

  • Nota di base : sono gli oli essenziali ricavati dalle radici, dal legno e dai semi della pianta, hanno un aroma intenso e caldo con proprietà balsamiche e calmanti e sono ritenuti più adatti per creare profumi maschili.
  • Nota di cuore: sono gli oli essenziali ottenuti dalla spremitura dei fiori e delle foglie, sono più adatti a profumazioni femminili, hanno proprietà balsamiche e più sensuali.
  • Nota di testa:sono gli oli essenziali ricavati dagli agrumi e da alcuni frutti, sono fragranze fresche, che se rilasciate nell’ambiente aiutano la concentrazione e l’attività, hanno anche un’azione sgrassante.

UTILIZZO E SCELTA DEGLI OLI ESSENZIALI

La qualità di un olio essenziale è data dalla cura a cui sono sottoposte le piante durante le fasi di crescita,  raccolta e conservazione, non che del metodo di estrazione adatto al tipo di pianta.

Sul mercato si possono trovare oli essenziali prodotti sinteticamente, sono prodotti chimicamente e imitano alla perfezione gli oli essenziali naturali, ma contengono solventi che possono provocare effetti allergici cutanei o altre patologie simili.

Fare attenzione quindi, quando acquistate delle“essenze” in negozi che trattano articoli per il bricolage o oli che vengono venduti allo stesso prezzo.

L’etichetta devecontenere tutte le informazioni per identificare la provenienza dell’olio essenziale, il metodo usato per la coltivazione, la parte di pianta utilizzata, e il metodo di estrazione dell’olio essenziale e il numero di lotto.

La conservazione degli oli essenziali è un altro aspetto importante. Devono essere confezionati in bottigliette di vetro scuro per proteggerli dalla luce che temono in modo particolare. Se sigillati possono durano fino a due anni, ma la loro durata dipende anche dal tipo di olio, per esempio, l’olio essenziale di agrumi, una volta che viene aperto, deve essere conservato in frigorifero e ha una durata di tre mesi, altri, invece, come l’olio essenziale di gelsomino, di legno di rosa, rosa e patchouli, più il tempo passa più migliorano.

La scelta dell’aroma, come detto inizialmente, è legata al nostro senso dell’odorato, alle sensazioni che arrivano al cervello e ai centri nervosi che determinano le emozioni e quindi alle sensazioni che ne derivano, diverse per ogni uno di noi. Dovrebbe essere quindi il nostro naso la migliore guida per la scelta dell’aroma dell’olio essenziale e piano piano impareremo a riconoscerne il gruppo di appartenenza.

Per l’utilizzo dell’olio essenziale abbiamo varie possibilità, le più comuni consistono nel mettere qualche goccia di essenza nel diffusore a candela, nel pot- pourri, negli oli, nella pasta di sapone e nell’impasto delle candele. Un altro metodo per la diffusione dell’aroma di un olio essenzialeconsiste nell’impregnare vasi di terracotta, legno e altri materiali porosi.

DIFFUSORI DI ESSENZE

Come abbiamo visto precedentemente la pelle e le mucose del naso sono le due vie tramite le quali il nostro corpo assorbe i principi attivi degli oli essenziali, e abbiamo anche visto che i metodi di diffusione sono diversi, ma se abbiamo bisogno di diffondere in un ambiente un’essenza, dobbiamo comunque usare prodotti e materiali specifici: per poter far questo è necessario conoscere bene le caratteristiche peculiari delle essenze così che sarà più semplice anche scegliere la più adatta.

Le vaschette dei termosifoni sono tra i metodi più usati nel periodo invernale: con l’evaporazione dell’acqua della vaschetta dovuta al calore del termosifone, anche l’essenza evapora liberando il suo aroma nell’ambiente, lo stesso effetto si ottiene anche con una vaschetta di ceramica messa sul termosifone.

Altri diffusori comuni sono i vaporizzatori spray usati per la biancheria che possono essere utilizzati per rinfrescare anche l’ambiente solo aggiungendo qualche goccia di essenza nell’acqua.

Possono essere efficaci diffusori anche i cocci di terracotta, i sassi di pietra lavica, oggetti in legno, la graniglia e la carta-spugna e qualsiasi materiale poroso imbevuti di essenza. In commercio si possono trovare degli anelli da mettere sulle lampadine, sono di materiali diversi, ma il principio è sempre lo stesso: il calore prodotto dalla lampadina fa evaporare l’aroma dell’olio essenziale di cui sono stati imbevuti.

I diffusori a candela sono i comuni fornellini con il lumino all’interno detti anche brucia-aromi o diffusori di essenze. Nel recipiente sopra il fornellino vengono mescolati acqua e l’olio essenziale

Che con il calore della candela sottostante evaporano diffondendo l’essenza. Invece dell’acqua si possono usare formelle di cera d’api mescolata ad oli essenziali oppure incenso africano, ma può essere usato anche pot-pourri.

Nebulizzatori elettrici e fontane hanno la peculiarità di produrre vapore, ma senza riscaldare il liquido e senza alterare l’olio essenziale con le sue caratteristiche perché appunto non viene surriscaldato e il suo aroma si diffonde nell’aria. Queste fontane da tavolo, funzionano grazie ad una piccola pompa che fa gorgogliare e girare l’acqua, in alcune vengono messe delle piante acquatiche, in altre luci e cristalli che le rendono suggestive e rilassanti grazie anche al gorgoglio continuo dell’acqua.

Diffusori elettrici e spray  sono i più diffusi nei supermercati nei quali riempiono gli scaffali.

Gli spray sono sconsigliati quando ci sono dei bambini, a causa dei contenitori a pressione che possono diventare pericolosi per i piccoli abitanti della casa, mentre gli aromi preconfezionati, usati per i diffusori elettrici spesso non espongono chiaramente la composizione del contenuto.

STAGIONI

Anche le stagioni ci aiutano a scegliere l’olio essenziale adatto al clima, ci sono oli dall’aroma fresco e frizzante adatti quindi a un clima primaverile ed estivo, e altri oli essenziali dall’aroma caldo e intenso adatto al clima autunnale e invernale.

Vediamo ora le quattro combinazioni di essenze che si abbinano ad ogni stagione:

  • primavera: è la stagione del risveglio della natura, delle fresche brezze primaverili, il periodo della semina: la combinazione di oli essenziali ideali per questa stagione da usare con pot-pourri, diffusori e cocci è senz’altro una miscela di qualche goccia di menta piperita, limone, mimosa, verbena e rosa.
  • Estate: in questa stagione, quando il caldo si fa sentire e il desiderio di freschezza aumenta, gli oli essenziali più indicati sono la menta piperita e il lemongrass .Un altro semplice, ma efficace metodo per rinfrescare l’ambiente, consiste nel mettere una bacinella di acqua profumata con qualche foglia di menta e delle candeline galleggianti, al centro della stanza, su un tavolo o altro piano adatto; oppure, particolarmente refrigeranti in questa stagione, sono i vaporizzatori elettrici e le fontane.
  • Autunno: in questo periodo, con il dissolversi del gran caldo, i nostri sensi diventano più sensibili e percettivi pertanto la combinazione migliore di oli essenziali per questa stagione è costituita da una miscela di essenza di abete bianco,legno di rosa, rosa, mirto, cedro e agrumi. Si possono inoltre realizzare in casa altre profumazioni naturali,  raccogliendo ed essiccando bacche, fiori, frutti, semi.
  • Inverno: è il periodo in cui apprezziamo il tepore della nostra casa ben riscaldata e un ambiente profumato di essenze di abete bianco, sandalo, incenso, arancio, limone, mandarino, mirto, eucalipto, cannella e chiodi di garofano. In questa stagione si possono realizzare con i frutti e i fiori raccolti ed essiccati nelle stagioni precedenti, dei pacchettini profumati per la biancheria oppure, del fresco e profumato pot-pourri.

AMBIENTI

Negli ambienti in cui viviamo, casa, lavoro, ufficio, svolgiamo attività diverse: dormiamo, riposiamo, studiamo, lavoriamo, giochiamo, conversiamo. Per ogni attività è importante saper scegliere l’olio essenziale adatto alle esigenze, non unicamente per un fine terapeutico, ma anche per divertirsi creando ambienti piacevoli, non solo agli occhi, ma anche per il nostro senso dell’olfatto.

Zone giorno: in questi ambienti sono da preferire aromi ed essenze calde e accoglienti come miscele di abete bianco, bergamotto, lavanda e salvia, lemongrass e pompelmo, nelle forme di pot-pourri, acqua profumata, oli, saponi e cocci di terracotta. In cucina olio di eucalipto e pino costituiscono un’ottima miscela per eliminare gli odori, mentre per eliminare l’odore di fritto sono efficaci olio essenziale di lime e limone.

Zona notte: per questi ambienti gli aromi più indicati sono: camomilla romana, ylang-ylang, arancio, rosa e gelsomino. Come forma di diffusione sono consigliati il legno e la terracotta imbevute di oli essenziali e messe qua e la nella stanza e, nei mesi invernali sono ottimi come diffusori di aromi, le vaschette in ceramica sui termosifoni.

Zona studio e lavoro: in questo ambiente sono più adatti oli essenziali dall’aroma fresco e stimolante come la menta piperita, lavanda, limone, rosa, neroli e bergamotto in forma di pot-pourri, fontane, incensi e materiali assorbenti. Per eliminare l’odore di fumo, preparate una miscela di acqua distillata ( 125ml) con dieci gocce di olio esenziale di rosmarino e otto gocce di olio essenziale di pino e vaporizzate nell’ambiente.

Zona giochi: perquesti ambienti destinati al riposo e ai giochi dei più piccoli sono da preferire aromi essenziali delicati, calmanti e dolci come : camomilla romana, vaniglia, rosa, miele, limone, mandarino e lavanda da diffondere  nella forma di pot-pourri e piccoli oggetti decorativi in materiale assorbente posti lontano dalla loro portata.

IL POT-POURRI

È una miscela di fiori foglie, erbe aromatiche, spezie, bacche, legni oli essenziali e fissativi.

Vi sono due metodi di preparazione del pot-pourri, il più antico è il pot-pourri umido e il più comune e usato il pot-pourri secco:

  • pot-pourri umido: ha un aroma intenso e persistente, normalmente, per il suo aspetto poco gradevole viene messo in appositi contenitori forati in porcellana o ceramica , inoltre la sua preparazione richiede molto tempo e molto lavoro.
  • pot-pourri secco: ha un aroma gradevole ma meno persistente, e un aspetto decorativo; il metodo di preparazione è molto più semplice e veloce e infatti è il più diffuso.

Come si realizza

Fiori e foglie:occorrono fiori sani e integri, alcuni per la profumazione e alcuni per il colore, foglie decorative e foglie aromatiche, queste ultime saranno la fonte principale della fragranza, e poi, spezie, legni, radici, bucce e bacche. Nella preparazione della miscela di foglie e fiori, fare attenzione al dosaggio delle spezie: dopo averle ridotte in polvere con l’aiuto di un mortaio e di un pestello, proprio per il loro aroma molto intenso,devono essere attentamente dosate.

Fissativi: hanno la peculiarità di assorbire e trattenere i profumi, per questa ragione, sono da considerare l’anima del pot-pourri. Si trovano in vendita nelle erboristerie, fra questi i più usati sono la radice di giaggiolo, la cannella e il rosmarino.

Oli essenziali: nella preparazione del pot-pourri, il dosaggio degli oli essenziali deve essere graduale, aggiungendo poche gocce per volta alla miscela dei fissativi e delle foglie e fiori , questi ne catturano l’essenza.

Raccolta e conservazione di foglie e fiori

Per ottenere un buon pot-pourri è importante considerare alcune regole per la raccolta, l’essiccazione e la conservazione dei fiori e delle foglie.

Fiori: la prima regola riguarda la raccolta; i fiori devono essere completamente sbocciati, sani, e privi di parassiti, il gambo va reciso sotto la corolla che andrà riposta, insieme ai petali, su un graticcio simile a quello che si usa per la pasta fatta in casa, e qui, lasciati essiccare in un luogo aerato, asciutto e buio. Foglie e fiori e petali vanno messi a distanza fra loro. A essiccazione completa, petali e fiori vanno conservati in vasi di vetro scuro e al buio; dopo qualche giorno, controllare se si forma della condensa, eventualmente riporli di nuovo sul graticcio ad essiccare ancora per qualche giorno. Per la creazione di composizioni di fiori per il pot-pourri, raccogliere i fiori quando ancora non hanno completato la fioritura, preparare dei mazzetti di non più di dieci pezzi e legarli con dello spago morbido o della rafia e poi appenderli in una zona d’ombra e aerata.

Foglie aromatiche: essenziali per la preparazione del pot-pourri, possono essere raccolte da piante che crescono spontanee o da quelle coltivate, le più usate e conosciute sono: alloro, artemisia eucalipto, melissa, menta, finocchio, origano, rosmarino, verbena. Prima della raccolta consigliamo di informarvi  per conoscere eventualmente se vi sono varietà protette la cui raccolta è controllata, evitando cosi di raccoglierne una quantità eccessiva. Un ulteriore consiglio è di evitare di raccogliere foglie che non conoscete al fine di evitare varietà di foglie velenose o nocive.

Colori: privando i fiori dell’umidità, nel processo di disidratazione, la tonalità di origine, subisce una naturale variazione, sebbene vengano conservati usando tutti gli accorgimenti possibili.  Vi sono comunque alcuni fiori che vengono usati per il pot-pourri per la loro colorazione, perchè, nonostante essiccati, mantengono meglio la loro tonalità originaria e sono: la calendula, il fiordaliso, l’erica, la malva, il karkadè e il papavero.

Profumi:  anche per quanto riguarda le fragranze, pure le più intense, con il processo di essiccazione, tendono ad affievolirsi, ma anche in questo caso alcuni fiori riescono a mantenere la profumazione per un tempo più lungo e sono anche i più usati per il pot-pourri. Sono: boccioli e petali di rosa, fiori di lavanda, malva selvatica, gelsomino, giglio, giacinto e sambuco. Se i fiori vengono essiccati correttamente, riescono a mantenere la profumazione, ma non deve passare molto tempo, appena la disidratazione è completa, vanno utilizzati subito. Diversamente, per qualche settimana, possono essere conservati nel vaso di vetro scuro, con all’interno qualche granello di silice per evitare che si formi umidità. Per asciugare eventuali residui di umidità che si possono formare ancora, mettete i fiori per pochi minuti nel forno precedentemente riscaldato.

Bacche, bucce, legni, radici e spezie

Per dare un po’ di originalità al pot-pourri, da mettere in ciotole di terracotta, vetro o anche carta pesta, si possono usare anche altri soggetti decorativi, naturali, essiccati e imbevuti nella miscela di aromi che preferite, per esempio: rami intrecciati, cortecce, pigne, semi di grosse dimensioni, e anche qualche piccola pannocchia.

Per l’uso delle spezie, come già accennato in precedenza, se non vengono acquistate macinate, devono essere macinate con il pestello nel mortaio e poi dosate in una percentuale di un cucchiaio per ogni litro di foglie e fiori. Le più usate e apprezzate sono: anice e anice stellata, coriandolo, cannella, chiodi di garofano, finocchio, noce moscata, pepe verde, pepe nero e zenzero.

E infine le bucce di agrumi le quali vanno messe su un foglio di carta di alluminio e fatte essiccare in forno spento ma precedentemente riscaldato a 40°.

Fissativi

I fissativi hanno la funzione di trattenere e prolungare l’aroma dei fiori e degli oli essenziali.

Si possono trovare in erboristeria, ma comunque si usano anche le spezie che per la maggior parte fungono da fissativi. La radice di giaggiolo è la più profumata e per questo anche la più conosciuta e usata, poi troviamo: arancio amaro, cannella, cumino, curcuma, incenso,  gomma arabica, mirra, pepe bianco, rosmarino, senape e zenzero.

Oli essenziali

Mentre i fissativi servono per trattenere più a lungo la fragranza del pot-pourri, gli oli servono per intensificare o rinnovare la fragranza. Bastano poche gocce di essenza dell’aroma preferito per ridare all’ambiente un aroma gradevole. Conservate gli oli essenziali ben chiusi e al buio.