Tamerice

Piccolo albero, alto sino a 6 (10) m, o più spesso arbusto, di portamento espanso, con rami lunghi, eretti e incurvati all’infuori all’apice; corteccia cenerino-scura, ornata da lenticelle e liscia.

Foglie piccole, semplici, addensate in fascetti, carnosette, ovato-lanceolate (1-2 mm), acute alla base e all’apice, carenato-convesse, di colore verde-glauco, con ghiandole incavate.

Fiori piccoli, numerosissimi, in racemi spiciformi (2-3 cm); calice diviso in 5 lacinie ovate; corolla lunga circa il doppio del calice, con 5 petali rosei caduchi; stami 5 opposti ai sepali con antere rossicce; carpelli 3 ingrossati a clava nello stigma.

Il frutto è una capsula trigono-piramidata, contenente pochi semi gialli, pelosi in alto. Fiorisce in giugno-agosto.

La Tamerice è specie mediterraneo-atlantica, il cui areale va dalle Isole Canarie alla Sicilia e alla Dalmazia; in Italia è frequente su tutti i litorali sia della penisola che delle isole. Specie molto lucivaga e abbastanza longeva, predilige le stazioni solatie e i terreni sabbiosi litoranei. Viene coltivata per costituire fasce frangivento, per alberature stradali e come specie ornamentale. Affine è la Tamerice maggiore (Tamari.v africana), che si distingue per le infiorescenze più grosse, pure ad areale mediterraneo ma in Italia solo in coltivazione.

Il legno, di colore bianco-giallognolo con anelli poco evidenti, è semiduro; trova un uso limitato per piccoli lavori perché è fragile e di non lunga durata. Al gen. Tamarix sono ascritte 80 specie.