Parassiti vertebrati

Sono considerati parassiti vertebrati piccoli e grandi mammiferi fitofagi che anche se limitatamente, possono provocare danni per lo più agli alberi e culture, essi sono: cervi, caprioli, daini, cinghiali, conigli, lepri, roditori e uccelli.

CERVI, CAPRIOLI, DAINI

Questi grandi mammiferi possono provocare danni in primavera, in quanto si cibano di foglie fresche e germogli, oppure, in alcuni periodi possono provocare danni alla corteccia strofinandosi fini a staccarla rendendo così la pianta soggetta ad attacchi di altri parassiti che ne possono provocare anche la morte.

La lotta consiste nel proteggere gli alberi con appositi corsetti o reti metalliche poste intorno al tronco a protezione.

RODITORI

Topi campagnoli, topo quercino, ghiro, ratti, e in modo particolare, le arvicole campestri e alle arvicole rossastre, possono arrecare alle coltivazioni ingenti danni.

Arvicole campestri: sono piccoli mammiferi prevalentemente notturni ma possono essere attivi anche durante il giorno. D’estate vivono in gallerie scavate sottoterra individuabili dai fori di apertura di 2-3cm; il loro habitat sono campi, prati, pascoli e fossi, sono erbivori, si nutrono e rodono le cortecce, rami, radici, bulbi, rizomi, foglie, spighe di grano, semi ecc.  Durante l’inverno si rifugiano nelle case o magazzini dove continuano ad arrecare danni a sementi conservati.

Arvicola rossastra: si tratta di un abile arrampicatore, è onnivoro e si nutre oltre che di frutti, germogli e semi, anche di piccoli invertebrati. Il suo habitat sono i sottoboschi, boschi, cespugli e campi con fitta vegetazione.

Topo quercino ghiro sono due mammiferi che amano la frutta e gli ortaggi.

La lotta e gli strumenti biologici consistono principalmente nel proteggere i loro nemici naturali, predatori carnivori come falchi, gufi, volpi, donnole, faine.

Altro metodo naturale per proteggere le culture a rischio prevede la semina di aglio il cui odore terrà lontano i roditori in modo naturale. Anche il rumore causato dal vento quando passa su bottiglie appositamente poste sottoterra qua e la lasciate aperte spaventa i piccoli roditori. Si possono proteggere i tronchi dai piccoli roditori con dei tubi di plastica, o cospargerli di un deterrente molto potente a base di tiram. Anche la lavorazione profonda del terreno contribuisce a disorientare i piccoli roditori.

Infine come ultimo, il metodo chimico che consiste nello spargere bocconi avvelenati con topicidi che devono però essere usati con cautela per evitare che altri animali domestici, uccelli o anche bambini ne vengano a contatto.

LEPRE CONIGLIO SELVATICO

Il suo habitat sono i terreni asciutti, argillosi e sabbiosi quindi pianure, colline boschi, in modo particolare boschi di conifere, non supera quasi mai i 500m di altitudine. Sono erbivori ma anche granivori, e sono ghiotti di ortaggi.

I danni: possono provocare danni agli orti, solo durante l’inverno possono diventare pericolosi per le piante perchè, quando la neve copre ogni cosa, rosicchiano la corteccia degli alberi così da renderli soggetti ad attacchi di pericolosi parassiti.

CINGHIALE

In Italia si trova in quasi tutta la penisola, dalle Alpi occidentali alle Alpi centro-orientali, nella Pianura Padana, nella Maremma e nella Val D’Arno, Appennino,  Gargano e in Sardegna; mentre nell’Europa continentale il numero di cinghiali è notevolmente ridotto, così come in Gran Bretagna, Irlanda e Giappone.

Il cinghiale è onnivoro, si nutre di cereali, frutta, tuberi, bulbi, castagne, ghiande, uova di rettili e di uccelli, piccoli invertebrati, anfibi, conigli, topi e carogne di animali.

E’ un animale principalmente notturno, solo nelle zone isolate esce durante il giorno.

I danni: può provocare danni alle coltivazioni di cereali e altre colture, ma il danno maggiore è dato dalla possibile diffusione di malattie negli allevamenti di suini.

Rimedi: il cinghiale è un animale cacciabile eccetto che per la specie Sus che si trova in Sardegna e Corsica secondo la convenzione di Berna.

UCCELLI

Nonostante siano degli ottimi ausiliari per la lotta contro innumerevoli insetti nocivi, gli uccelli si rivelano spesso anche dei parassiti nocivi alle colture agricole e alle piante in genere.

Lo storno o stornello: questo piccolo uccello dal piumaggio di colore nero lucente riflessi verdi e viola e le punte delle piume bianche, lungo 20-30cm è un grande gregario, e gli stormi che formano al tramonto sono costituiti da centinaia di individui; si riuniscono per la notte sugli alberi, provocando gravi danni alle piante a causa degli abbondanti escrementi che bruciano le piante, per tutti i rami che spezzano. La sua alimentazione è a base di insetti, semi vari, fichi, olive, nespole e anche di piccoli invertebrati.

I danni che causano gli stornelli sono causati dal gran numero di individui che attaccano i campi appena seminati, le coltivazioni di frutta, soprattutto le olive e inoltre, le feci oltre che bruciare le piante possono essere causa di diffusione di malattie virali, batteriche e parassitarie.

Cornacchia: è un’altra specie di uccello considerato dannoso per le colture, coltivazioni e giardini. La sua alimentazione è costituita da semi e frutta, ma anche di insetti.

Strumenti di lotta: per evitare i danni che possono provocare senza pertanto eliminare il beneficio che danno eliminando molti insetti dannosi, si possono adottare sistemi preventivi come reti protettive, strisce di carta d’alluminio disposte sugli alberi, spaventapasseri.