GLI INSETTI DELLE BIBLIOTECHE E DEGLI ARCHIVI

Sono all’incirca una settantina le specie di insetti responsabili di danni ai volumi di archivi e biblioteche. Infatti, se gli insetti si avvicinano ai libri non è per un loro interesse alla cultura, bensì perché costituiscono un substrato alimentare adeguato alle loro esigenze. Infatti alcune specie apprezzano la carta, che altro non è che cellulosa, altri preferiscono le colle, che possono essere amilacee o di origine animale, altri ancora sono attratti dal rivestimento in pelle o cuoio delle copertine mentre altri scelgono quelle in tela e le cuciture e costolature in fibra tessile.

Non è finita: alcuni, come gli xilofagi, prediligono le strutture che contengono i libri quali scaffali, armadi e teche, ma nel contempo possono procurare danni anche ai volumi adiacenti perché anch’essi fanno parte della loro dieta o semplicemente per transitare o per cercare un buon posto per impuparsi. Anche i fattori ambientali come la temperatura e l’umidità elevate possono favorire gli attacchi da parte degli insetti, sia direttamente se sono ottimali per il loro sviluppo, sia indirettamente in quanto facilitano il proliferare di muffe e ife fungine di cui si nutrono determinati insetti.

Ma vediamo quali sono nello specifico e il tipo di danno che possono arrecare: conoscendoli meglio sarà possibile attuare in modo più mirato le azioni di prevenzione monitoraggio e difesa. Andiamo per “ordine”.

TISANURI

I tisanuri sono i pesciolini d’argento. Per la loro forma piatta si insinuano facilmente tra i libri e si nascondono nell’oscurità dove agiscono indisturbati sia nelle ore notturne che diurne. Termobia domestica predilige ambienti caldi e asciutti mentre Lepisma saccarina si sviluppa in presenza di climi più freschi e con maggior umidità.

Praticano erosioni superficiali irregolari senza lasciare residui. Se si osservano i danni in controluce si notano zone trasparenti e talvolta brevi perforazioni imbutiformi.

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Questi insetti aggrediscono maggiormente le zone di carta, pergamena e cuoio in cui vi è presenza di colle naturali, assai gradite.

ORTOTTERI

Il grillo domestico Acheta domestica può arrecare danno in ambienti caldi e asciutti. Produce erosioni con le mandibole su carta, cuoio, tela e pergamena.

BLATTODEI

Le blatte sono onnivore ed estremamente diffuse, per questo non bisogna sottovalutare la potenzialità dannosa anche in ambienti quali archivi e biblioteche.

Blattella germanica, Blatta orientalis, Supella longipalpa e Periplaneta americana raschiano soprattutto le parti esterne dei libri, le lettere dorate delle copertine in pelle, le etichette, le costolature, le parti in cartone. Inoltre imbrattano tali superfici con le loro deiezioni e rigurgiti.

I danni maggiori si registrano nei paesi tropicali dove alcune specie di blatte divorano inizialmente il legno umido delle strutture passando in seguito ai documenti in esse custoditi.

ISOTTERI

Le termiti si nutrono di cellulosa e quindi sono dannose sia al legno che alla carta.

Le termiti sotterranee nidificano nel sottosuolo e penetrano negli edifici dall’esterno. Producono danni anche in presenza di ambienti e materiali asciutti.

Le termiti del legno umido necessitano per insediarsi di zone umide, ma possono attaccare la carta asciutta in quanto più tenera del legno.

Le termiti del legno secco tra cui la temibile Cryptotermes brevis (segnalata anche in Italia) colpiscono materiale asciutto, tra cui, oltre il legno e la carta anche il cuoio e la pergamena.

Le termiti, diffuse soprattutto nelle aree tropicali e sub tropicali, sono considerate delle piaghe nelle biblioteche africane e del Centro America. In Italia sono presenti e diffuse su tutto il territorio Reticulitermes lucifugus e Kalotermes flavicollis.

PSOCOTTERI O CORRODENTI

Sono meglio noti come pidocchi dei libri. Le specie più comuni negli nelle biblioteche sono Líposcelis divinatoríum e Trogium pulsatorium. Si sviluppano in gran numero particolarmente in presenza di elevata umidità ambientale e dei substrati dove si nutrono di microrganismi fungini in essi presenti.

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Il danno consiste in una progressiva corrosione superficiale delle pagine (da cui il nome Corrodenti) che produce, se l’inchiostro è commestibile, la lenta scomparsa del testo scritto; in caso contrario l’erosione segue il contorno delle lettere rendendo più difficile l’individuazione del danno.

LEPIDOTTERI

La famiglia dei tineidi comprende alcune specie dannose nelle biblioteche. Le larve delle tarme si nutrono di fibre tessili animali e pellami e si sviluppano per lo più sui detriti rilasciati dai volumi. Provocano erosioni con le loro mandibole e l’imbrattamento con la seta prodotta per proteggersi lungo il transito e impuparsi.

Anche alcune tignole polifaghe delle derrate (piodia ed efestia), in presenza di materiali amilacei possono rinvenirsi occasionalmente nelle biblioteche.

COLEOTTERI

Diverse specie di dermestidi (Dermestes spp.Attagenus spp. e Anthrenus spp.) si nu trono di sostanze animali (cuoi, pelli, colle, seta, lana, pergamene) e vegetali (colle amilacee).

Le larve sono assai distruttive in quanto si muovono velocemente sui substrati creando danni generalizzati con erosioni e fori.

Gli anobidi sono molto importanti nelle biblioteche. Alcune specie come Stegobium paniceum e Lasioderma serricorne sono anche comuni infestanti polifagi delle derrate alimentari.

Altre sono xilofaghe (p. es. Anobium spp., Nicobium spp. Dendrobium spp.) ma attaccano anche la cellulosa dei volumi.

Gli anobidi producono gallerie e nicchie di impupamento all’interno dei substrati attaccati. Per questo motivo a volte ci si accorge dei danni tardivamente, solo quando si notano i piccoli fori rotondi di sfarfallamento degli adulti all’esterno.

L’attività dei tarli si evidenzia anche tramite la fuoriuscita di fine rosura dai fori e dal materiale infestato. Altri tarli del legno come i lictidi producono gallerie a sezione ovalare e fine rosura. Attaccano specialmente i volumi contenenti sostanze amilacee.

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I cerambicidi (capricorni) possono danneggiare le strutture in legno delle biblioteche e arrecare danni ai documenti attigui. I ptinidi (tra cui Ptinus fur) sono insetti polifagi che si nutrono di legno, pelle, cuoio, lana e varie derrate alimentari. Producono gallerie e nicchie nei volumi e nelle pergamene attaccate.

IMENOTTERI

Formiche, vespe, api solitarie e altri imenotteri possono produrre danni occasionali negli archivi e nelle biblioteche. Tra le formiche i Camponotus sono in grado di divorare la cellulosa quali legno e carta.

I Siricidi e la Xylocopa violaceo possono danneggiare le strutture in legno e i volumi contenuti. Gli sfecidi del genere Sceliphron costruiscono i loro nidi pedotrofici di fango nei cantucci più disparati, per esempio tra i libri, deteriorandone le parti contigue con macchie e umidità.

SCHEMA DI MONITORAGGIO, PRVENZIONE E DIFESA

MONITORAGGIO

  • Collocazione di trappole luminose per insetti volanti e a colla per gli insetti striscianti.
  • Ispezioni periodiche del materiale, delle strutture e degli ambienti con controllo di tracce sulle superfici polverulente, di rosura e spoglie di insetti.
  • Eventuali campionature periodiche di polveri e detriti presenti nei luoghi a rischio seguita dall’indagine entomologica al microscopio dei campioni.

PREVENZIONE

  • Controllo delle condizioni ambientali (temperatura, umidità e luce): mantenere preferibilmente laT a 15- I 8°C e I’UR a 45-60% ed evitare l’irraggiamento diretto del sole o luci fluorescenti.
  • Pulizia periodica, arieggiamento e controllo dello stato dei volumi.
  • Disinfezioni periodiche antimuffa.
  • Disinfestazioni periodiche per il controllo degli insetti.

DIFESA

In caso siano necessari interventi di emergenza ci si deve rivolgere ditte specializzate in quanto si tratta di interventi delicati che necessitano di specifica perizia. I prodotti e le tecniche impiegate non devono provocare ulteriori danni quali alterazioni di colore o patine oleose. Si possono utilizzare diverse tecniche quali impiego di insetticidi, di gas tossici o inerti in camere a tenuta stagna, di atmosfere controllate, irraggiamento con microonde o onde ad alta frequenza.