Oleandro

Oleandro

L’Oleandro è un piccolo albero, alto sino a 8 m, o più spesso arbusto cespuglioso, sempreverde, a rami lunghi e molto flessibili.

Foglie permanenti, semplici, coriacee, di solito verticillate a tre, brevissimamente picciolate (5-10 mm) e senza stipole, lanceolate (6-14 x 1,5-2,5 cm), attenuate alla base, intere e revolute ai margini, acute all’apice, di colore verde intenso, con nervatura primaria molto evidente e nervature secondarie numerose e parallele.

Oleandro

L’Oleandro ha fiori ermafroditi, vistosi, disposti in ampio corimbo terminale; calice imbutiforme a 5 lobi lanceolati ghiandolosi; corolla infondiboliforme a 5 petali rosei (o bianchi, o gialli) destrorsi, ornata alla fauce da squame laciniate; stami 5 liberi; ovario supero con uno stilo filiforme e stigma dilatato.

Il frutto dell’Oleandro è una coppia di cassule allungate (sino a 15 cm), un po’ compresse e angolose, di colore bruno, contenenti numerosi semi villosi, ornati da un pappo apicale rossastro e caduco. Fiorisce da maggio sino all’estate avanzata.

L’Oleandro è specie a distribuzione circummediteranea, prevalente nel bacino occidentale; in Italia vive spontaneo nelle regioni meridionali e insulari nell’orizzonte delle sclerofille sempreverdi; altrove è coltivato per le sue pregiate caratteristiche ornamentali e anche inselvatichito (p. es. intorno al Lago di Garda). Specie eliofila e xerofila, predilige i terreni argillosi, raramente partecipa alla macchia mediterranea ma si insedia preferibilmente nei terreni periodicamente inondati delle fiumare meridionali in associazioni aperte con l’Agnocasto, la Ginestra odorosa e le Tamerici.

Molto ornamentale e apprezzato nelle alberature stradali e coltivato in parchi e giardini. Il legno è biancastro o volgente al grigio e tenero; per le sue modeste dimensioni è idoneo solo per piccoli lavori o per fornire del combustibile. Tutta la pianta è velenosa per l’uomo e per gli animali. Al gen. iVeriunt sono ascritte 3 specie, tutte mediterraneo-asiatiche.