Crataegus

Originario del Nordamerica, ma anche di Asia ed Europa, è un genere di arboscelli o arbusti spinosi decidui, di notevole rusticità. Le foglie sono alterne, semplici, lobate o pennatifide con margine dentato. I fiori, talvolta doppi, sono riuniti in corimbi apicali.

Tra le specie più comuni ricordiamo C. oxyacantha o biancospino, e C. monogyna molto simile e spesso confuso con il precedente, ma che se ne differenzia soprattutto per la superiore vigoria, le spine più forti e le foglie maggiormente divise; presenta inoltre una fioritura leggermente più tardiva.

Coltivati per la generosa fioritura primaverile, Crataegus è utilizzato per formare siepi impenetrabili e per macchie di cespugli, oltre che per i fiori di colore diverso (bianco, rosa, porpora) a seconda delle varietà e i frutti decorativi. Per questo aspetto sono particolarmente ornamentali l’azzeruolo (C. azarolus) e C. crusgalli che porta frutti per tutta la stagione invernale.

Temperatura

Genere rustico che ha una buona resistenza al freddo e non abbisogna di protezioni invernali.

Luce

Si adatta bene sia a esposizioni solari sia a quelle leggermente ombreggiate.

Acqua

Resiste anche nei luoghi umidi e richiede annaffiature normali.

Terreno

Non dimostra difficoltà nell’adattarsi ai suoli più svariati, resiste bene sia in quelli asciutti sia in quelli calcarei.

Impianto

Normalmente si effettua nel periodo compreso tra l’inizio dell’autunno e la fine del l’inverno. Nel caso si desideri formare siepi, i soggetti andranno piantati a una distanza di circa 30-40 cm tra loro.

Alcune varietà si adattano alla coltivazione ad alberello (cioè su di un unico fusto) in particolare quelle a fiori doppi rosa o rossi. In tal modo formano minuscoli alberelli ornamentali molto suggestivi al momento della fioritura. Crataegus

Cure colturali

Dimostra buona resistenza sia ai venti freddi sia ai luoghi umidi. Non richiede particolari attenzioni.

Potatura

Diversificata a seconda che la pianta venga allevata ad alberello oppure a cespuglio o, ancora, a siepe. Nel primo caso gli alberelli, una volta impostati, si potano in inverno per mantenere la forma. I cespugli vanno invece alleggeriti al centro per consentire la circolazione d’aria, mentre le siepi si regolano da fine estate a fine inverno, a seconda delle esigenze.

Se si desidera rinnovare la pianta – cosa da farsi quando prende a spogliarsi in basso – si interverrà con una drastica potatura ribassando la chioma quasi raso terra. Le piante con l’arrivo della nuova stagione ricacceranno una vigorosa vegetazione.

Moltiplicazione

In genere per seme (stratificato in sabbia per un tempo opportuno); per la riproduzione degli ibridi si utilizza invece l’innesto.

Avversita’

Non presenta difficoltà o inconvenienti degni di nota.