Lavandula

Lavandula

Le LAVANDE sono arbusti o suffrutici sempreverdi di piccola taglia, originari del Mediterraneo e delle Isole Canarie. Il genere vanta diverse specie, le quali formano cespugli vigorosi dal caratteristico fogliame grigio argentato, particolarmente attraenti soprattutto per i fiori blu-violetti, profumatissimi, riuniti in spighe che compaiono principalmente durante la stagione estiva. Le foglie sono opposte, con bordo intero o dentato. È adatta a formare siepi e bordure e ben si presta a occupare giardini in riva al mare.

Gli spighi raccolti poco prima dell’apertura dei fiori e posti a essiccare in luogo ombroso e areato, possono essere conservati in sacchettini di tela e posti tra la biancheria per profumarla. Un tempo venivano portati appesi al collo come portafortuna.

Temperatura

Dimostra una buona resistenza al freddo anche se, ovviamente, essendo una pianta originaria dei climi miti, predilige le zone con clima temperato.

Luce

L’esposizione ideale è in pieno sole.

Acqua

Resiste abbastanza bene a una moderata siccità; in caso di prolungati periodi di tempo asciutto, occorre intervenire con annaffiature regolari.

Terreno

Presenta poche esigenze in fatto di terreno. Vegeta sia nei terreni sassosi, sia in quelli asciutti e calcarei o sabbiosi, fatta eccezione per quelli a reazione chimica acida o umidi. I suoli ideali, comunque, sono quelli leggeri.

Impianto

Va eseguito da fine estate a marzo, in terreni comuni, scegliendo giornate con clima buono. Occorre impedire la formazione di ristagni d’acqua e, nei terreni troppo poveri, distribuire un po’ di sostanza organica. Lavandula

Cure colturali

È piuttosto rustica e quindi le cure colturali sono limitate. Sopporta bene la salsedine come il freddo e, di norma, non sono necessarie protezioni, a meno che la temperatura non scenda di parecchi gradi sotto lo zero. La concimazione può essere effettuata utilizzando un concime polivalente. Talvolta può essere utile disporre attorno alla pianta la pacciamatura, soprattutto nei terreni eccessivamente leggeri.

Potatura

In genere si effettua una potatura piuttosto drastica a fine inverno, riducendo di una de cina di centimetri la vegetazione dell’anno precedente, onde favorire la fioritura e la compattezza della chioma. Ideale sarebbe, comunque, intervenire in due momenti: prima asportando le infiorescenze appassite in autunno; poi potando la chioma a fine inverno. Se attentamente curati, i cespugli possono durare anche 6-8 anni, poi se ne consiglia il rinnovo.

Moltiplicazione

Avviene generalmente per talee semilegnose o legnose. Le prime si prelevano in agosto; le seconde a fine estate e si pongono a radicare in luogo idoneo. Si può riprodurre anche per seme.

Avversita’

In genere, non è soggetta ad avversità degne di rilievo.