I lepidotteri delle derrate alimentari

I lepidotteri conosciuti più comunemente come farfalle, sono un ordine di insetti composto da circa 165.000 specie, di cui una parte estremamente esigua è associata alle derrate alimentari immagazzinate.

I lepidotteri sono caratterizzati dal possedere due paia di ali ricoperte di scaglie più o meno colorate. Questo insieme di scaglie forma disegni ed elementi cromatici utili in molti casi per il riconoscimento delle specie. Anche il corpo è variamente ricoperto di scaglie e villosità.

L’apparato boccale, detto spiritromba, è tubolare, in genere raccolto a spirale; talvolta è ridotto o atrofizzato.

E’ impiegato per la suzione di alimenti liquidi tra cui il nettare o altri fluidi zuccherini e vegetali e persino sierosità animali.

 

Il ciclo di sviluppo è a metamorfosi completa ovvero abbiamo i seguenti stadi: uovo > larva (o bruco) > crisalide (o pupa) > adulto.

L’insetto adulto è completamente diverso dallo stadio giovanile e la trasformazione avviene nella fase quiescente di crisalide.

Le larve, vermiformi, sono composte da tre segmenti toracici su cui si trovano tre paia di zampe e da 1O segmenti addominali che possono ospitare pseudozampe nei segmenti 3-4-5-6 e 10.

Il capo è ben distinto dal resto del corpo e possiede un apparato boccale masticatore. Sono, infatti, le larve responsabili dei danni alle derrate alimentari.

 

La loro attività è spesso accompagnata da produzione di fili sericei, che in caso di forti attacchi formano degli ammassi che legano insieme il substrato infestato. La seta ha funzioni protettive ed è impiegata in maggior misura quando la larva ormai matura tesse intorno a se un astuccio entro cui effettuare l’incrisalidamento.

I lepidotteri che causano danni alle derrate alimentari sono in genere denominati tignole. Tale termine viene però utilizzato anche per alcune farfalline che attaccano determinate colture (per esempio, melo, patata, vite, susino, barbabietola, ecc.).

I DANNI

Il ciclo di sviluppo dipende da più fattori, fra questi sono importanti le condizioni climatiche ovvero la temperatura e l’umidità relativa, che possono risultare idonee anche in micro ambienti, come ad esempio nei pressi di motori o in altri punti riscaldati in cui stazionano detriti e polveri alimentari.

Anche il tipo di substrato influisce sulla lunghezza e sulla vitalità degli insetti. Molti insetti delle derrate alimentari, come già specificato per i coleotteri, in mancanza di un substrato ottimale, depongono le loro uova su substrati di sostituzione, che consentono la sopravvivenza delle larve, ma non il completamento del ciclo. La mobilità delle larve e il loro apparato masticatore utile anche a perforare gli imballaggi consentono spesso alle larve di raggiungere altre derrate e magari cibi più favorevoli.

 

In genere però le larve, se hanno a disposizione alimenti preferenziali e spazio a sufficienza tendono a rimanere dentro il substrato fino alla maturità, dopodichè escono e tendono a salire verso l’alto, sulle superfici delle pareti e delle strutture dove cercano un luogo riparato per impuparsi (angoli, crepe, fessure, ecc.). E’ in questa fase che di solito viene notata l’infestazione, quando però i danni da parte delle larve sono già stati fatti.

Il materiale infestato risulta eroso e lordato da escrementi, spoglie, esuvie e fili sericei. Le feci hanno forma irregolarmente tondeggiante e prendono la colorazione del cibo ingerito, non sono da confondere con le uova, rotonde, biancastre e traslucide, difficili da ricercare in quanto deposte singolarmente sul substrato e talvolta in corrispondenza di microscopici fori degli imballaggi e delle confezioni.

Rammentiamo che la seta, nel campo delle infestazioni alimentari, è prerogativa assoluta dei lepidotteri.

Vedi anche  LOTTA ADULTICIDA

LE SPECIE

Sono circa 75 le specie di lepidotteri associate alle derrate alimentari immagazzinate.
Fra queste le più importanti per i danni arrecati e per la loro diffusione sono Ephestia kuehniella, Plodia interpunctella, Sitotroga cerealella e Cadra figulilella (Sedlack et al. 1995). La plodia è sicuramente la tignola più diffusa a livello mondiale, mentre l’efestia è considerata la prima causa di danno ai prodotti alimentari stoccati seconda solo al coleot¬ero Tribolium castaneum.

PREVENZIONE, MONITORAGGIO E DIFESA

Per quanto concerne i lepidotteri valgono gli stessi concetti espressi nel precedente articolo sui coleotteri delle derrate alimentari. Ricordiamo che il monitoraggio si attua anch’esso attraverso l’impiego di trappole a feromoni di diversa foggia, principalmente a imbuto o a pagoda che anche in questo caso dovranno essere collocate in numero e posizione adeguati.