Il mondo delle mani

Forse non tutti sanno che le nostre mani sono la parte del nostro corpo (dopo la bocca) con il maggior numero di batteri.

Sappiamo bene come esse siano sempre in movimento ed in contatto con quasi tutto quello che incontriamo. Ciò significa che attraverso le nostre mani si possono diffondere una quantità indefinibile, ma alta, di batteri.

La cultura, perché di cultura si tratta, del lavaggio delle mani varia non solo da regione a regione, da nazione a nazione e da popolo a popolo, ma anche da persona a persona.

I batteri sono, invece, pressoché sempre gli stessi in uno stesso posto, sulle mani di tutti. Ciò significa che a secondo delle abitudini di ciascuno, in un dato posto, alcune persone contribuiscono di più ed altre di meno alla diffusione dei batteri tramite le loro mani.

La preoccupazione maggiore che dovremmo avere è verso quegli sporchi che…non si vedono.

Sono infatti i batteri la fonte della sporcizia più diffusa e meno visibile. Ma sono piccoli esseri osservabili dall’uomo quando li osserva il laboratorio e li studia. I batteri sono presenti quasi dappertutto.

Alcuni sintetici dati. Un batterio, messo in terreno di coltura, in sole sei ore genera una colonia di 250.000 batteri per centimetro quadro.

Ci sono luoghi che sono da ciascuno di noi frequentati ogni giorno su cui si può rilevare una presenza realmente elevata di batteri ( in grado poi di generare nella proporzione detta): le maniglie del tram, la cornetta del telefono, l’asse del water e tutti i pulsanti o le maniglie della zona delle toilette: su questi oggetti si possono ritrovare da 20 a 300 batteri per centimetro quadrato.

Attenzione però: non sono gli sporchi visibili quelli più pericolosi. Spesso accade che ci laviamo le mani quando sono evidentemente sporche. In tal caso ci riteniamo soddisfatti se abbiamo eliminato le tracce visibili dello sporco, ma il pericolo non è sicuramente passato.

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Ma anche ci pulissimo perfettamente le mani in un bagno pubblico usciremmo contaminati perché… usciamo dalla toilette toccando la maniglia a mano nuda… quella stessa che noi e tanti altri hanno toccato con le mani ancora sporche.

Non credo che sia atteggiamento diffuso l’aprire la porta della toilette per uscire con un pezzo di cartigienica o una salvietta usa e getta…

Un consiglio riassuntivo e generale: per ottenere un buon risultato nel lavaggio delle mani occorre utilizzare acqua calda, naturalmente sapone e fare durare il lavaggio qualche minuto.

L’evidente importanza che riveste la problematica della cura dell’igiene delle mani ha favorito lo sviluppo di alcune normative che riguardano anche il settore dei prodotti per il loro lavaggio.

Si tratta di normative e direttive che mirano a rendere più sicuri e “trasparenti” i prodotti che quotidianamente utilizziamo. Troviamo, infatti, sui prodotti a norma delle indicazioni che, tutelando il consumatore, ne illustrano le caratteristiche per quanto riguarda la sicurezza e la durata, la composizione e l’utilizzo.

Tutte queste informazioni sono sicuramente un passo avanti verso la chiarezza del prodotto che viene utilizzato e una garanzia di qualità non indifferente.

La scritta “DERMATOLOGICAMENTE TESTATO” indica che il prodotto cosmetico sottoposto a test non contiene alcuna sostanza di cui è proibito l’uso in prodotti cosmetici e di igiene corporale (secondo la legislazione CEE); che gli agenti conservanti introdotti nella formula del prodotto figurano nella lista positiva approvata dalla CEE e che essi sono utilizzati ad una concentrazione conforme all’uso previsto da questa legge.

IL PERIODO POST-APERTURA (PAO)

La VII Modifica alla Direttiva Cosmetici comunitaria introduce un nuovo requisito che devono avere le etichette dei prodotti cosmetici. Si tratta del PaO (dall’inglese Period after Opening) che indica il tempo durante il quale il prodotto, aperto dal consumatore, rimarrà utilizzabile e cioè conforme ai requisiti di sicurezza.

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Il tutto, chiaramente, se il prodotto sarà stato conservato in modo corretto. Il PAO è rappresentato da un nuovo simbolo sull’etichetta (sia quella esterna all’imballo sia quella apposta sul prodotto).

Accanto a questa figura che stilizza un barattolo di crema aperta, è indicato il tempo massimo di durata del prodotto aperto attraverso una M (che indica il mese) ed un numero (6 per 6 mesi, 12 per 12 mesi e così via).

Tutto questo nasce con lo scopo di rendere più sicuro il consumatore del prodotto cosmetico che ha durata minima superiore ai 30 mesi dalla data di produzione. Per questi prodotti, infatti, fino ad oggi non c’era necessità di apporre una data di scadenza, come è, invece, obbligatorio nel caso di alcuni prodotti per bambini.

Con questa nuova norma, si risponde al bisogno di conoscere per quanto tempo possiamo effettivamente continuare ad utilizzare una confezione di cosmetico dal momento della sua apertura.

GLI ALLERGENI

La stessa modifica alla norma sopra citata introduce un nuovo obbligo per quanto riguarda l’indicazione in etichetta di 26 sostanze, se presenti nel prodotto cosmetico sopra una certa percentuale.

La precauzione nasce dalla constatazione del rischio allergico per alcuni consumatori.

Attraverso questa nuova comunicazione il consumatore può compiere una scelta più consapevole del prodotto cosmetico.

Ad oggi, infatti, si è maggiormente in grado di identificare le sostanze potenzialmente responsabili di allergie, sebbene la compatibilità cutanea dei prodotti cosmetici sia completamente testata.

Il tutto permetterà anche ai dermatologi di essere maggiormente efficaci nell’individuazione delle allergie.

Le 26 sostanze sono state individuate sulla base delle loro capacità di indurre reazioni allergiche, su soggetti sensibili, in maggiore percentuale rispetto alle altre molecole. I più frequenti componenti documentati come responsabili di dermatiti da contatto da cosmetici sono: i profumi (10,2%), i coloranti usati nelle tinture per capelli (6,8%), gli eccipienti (6,1%), i conservanti (4,9%).

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LE SOLUZIONI PIU’ SICURE SUL MERCATO

Si capisce da quanto esposto sopra che la buona qualità di un prodotto sarà determinata anche dal rispetto che il produttore opera di tutte queste norme. Occorre, inoltre, trovare delle soluzioni che permettano ad un buon prodotto di rimanere tale nel tempo del suo utilizzo.

Ad oggi la soluzione migliore per garantire l’igiene dei prodotti per il lavaggio delle mani è certamente quella offerta dai distributori di sapone. Fatta salva la bontà del prodotto secondo tutte le norme suddette, questi sistemi offrono valori aggiunti.

Il prodotto viene erogato e non più prelevato a mano da secchielli o taniche. Non c’è quindi contaminazione dall’esterno, né passaggio da mano a mano del sapone: il rischio di contaminazione batteriologica è praticamente ridotto a zero.

Normalmente questi distributori vengono utilizzati da cartucce o ricariche in sacche, proprio per venire incontro all’esigenza di evitare i rischi di contaminazione del prodotto: il contenuto delle sacche, imbarattolato all’origine, non viene più in seguito manipolato né aperto o travasato: la sostituzione delle sacche ne garantisce la perfetta igienicità ed anche una più sicura conservazione.