Il quadro elettrico, situato direttamente dopo il contatore, rappresenta la base operativa dell’impianto elettrico. Da questo nodo strategico, l’elettricista avvia tutte le ramificazioni della distribuzione elettrica utilizzando conduttori (fili) che scorrono attraverso canalizzazioni (tubazioni flessibili e/o rigide, incassate e/o esterne, in canaline, ecc.). Queste alimentano vari punti di utilizzo come illuminazione, elettrodomestici, utensili e macchinari industriali. Per un impianto elettrico di dimensioni contenute, tipico di un appartamento di medie dimensioni, un singolo quadro elettrico con scatole di derivazione adeguate può risultare ampiamente sufficiente. Tuttavia, per impianti più complessi, come quelli industriali, oltre al quadro elettrico principale, l’elettricista potrebbe ritenere necessario implementare sottoquadri elettrici aggiuntivi.
All’interno del quadro elettrico, l’elettricista, in conformità con le normative vigenti, installa interruttori fondamentali per il sezionamento e la protezione. Ogni circuito è protetto a monte da un interruttore magnetotermico. In un ambiente residenziale, solitamente sono sufficienti due: uno per il circuito di illuminazione (da 10 A) e uno per il circuito di potenza (da 16 A). Per salvaguardare l’impianto da dispersioni elettriche, l’elettricista integra nel quadro elettrico un interruttore differenziale, comunemente noto come “salvavita”. Questo dispositivo, posizionato a monte degli altri interruttori, monitora e verifica che non vi siano differenze tra la corrente in entrata e quella in uscita, garantendo così una protezione efficace. In caso di anomalie, interviene per prevenire problemi.
Problemi e soluzioni relativi al quadro elettrico
Dal quadro elettrico si diramano tutte le vie della rete elettrica, ponendo l’elettricista di fronte a decisioni cruciali. Egli valuta la funzione dell’impianto, determina il numero di poli necessari, calcola la capacità di cortocircuito, dimensiona in modo appropriato la sezione dei conduttori (fili e cavi), e pianifica dispositivi di sezionamento e protezione (interruttori). Inoltre, seleziona il tipo di canalizzazione e tubazioni più adatte per ospitare i conduttori e servire efficacemente gli utilizzatori finali. Una volta completato, il quadro elettrico insieme all’impianto viene certificato da un elettricista specializzato. Un “responsabile tecnico” è incaricato di redigere la dichiarazione di conformità, assicurando che tutto sia stato eseguito a norma, nel rispetto della LEGGE 186/68, e che l’impianto soddisfi i requisiti di sicurezza stabiliti dalle normative LEGGE 46/90, DPR 447/91 e DM 37/08.
Se un impianto elettrico non risponde alle caratteristiche certificate sopra descritte, è fondamentale conformarsi alle normative anche in assenza di problematiche evidenti come falsi contatti o malfunzionamenti da isolamenti deteriorati. Un sovraccarico derivato non tanto dall’uso eccessivo di corrente, ma da conduttori mal dimensionati o da protezioni inadeguate, può stressare estremamente l’impianto. Nel tempo, questo può causare un cortocircuito, comportando potenziali rischi gravi per persone e beni.
