Ontano Nero

L’Ontano Nero è un albero di terza grandezza, alto sino a 20 (35) m, poco longevo, o talora arbusto, a tronco slanciato, ramificazione rada ed espansa formante una corona ovato-piramidale diffusa; corteccia bruno-verdognola, liscia e lucida, screpolantesi con l’età; ramuli glabri e viscidi per la presenza di ghiandole.

Foglie semplici, alterne, con picciolo (1-2 cm) ornato da stipole caduche, a lamina ovato-ellittica ([3] 4-9 [10] x 3-7 cm), cuneata alla base, doppiamente e irregolarmente dentata ai margini, ottusa o smarginata all’apice, glabra, vischiosa da giovane, di colore verde-scuro di sopra, più chiara di sotto, con 5-8 paia di nervature secondarie ornate nelle ascelle da piccoli ciuffi di peli giallo-rugginosi.

Ontano Nero

L’Ontano Nero ha fiori monoici in amenti; i maschili cilindrici ([3] 6-12 cm) si sviluppano prima dell’emissione delle foglie, in gruppi di 3 a 5, in posizione terminale, di colore bruno-violaceo e penduli; stami 4, antere gialle; i femminili ovali (1-3 cm), pure in gruppi di 3 a 5, peduncolati; strobili ovoidi a squame legnose, li colore rosso-bruno e peduncolati; il seme è un achenio ovale compresso, glabro, con ali strette. Fiorisce da febbraio ad aprile.

L’Ontano nero ha un vastissimo areale che si estende quasi tutta l’Europa, all’Asia occidentale e all’Africa minore; in Italia vive sia nella penisola che nelle isole, dal mare sino a 1200 (1800) m, nei boschi di ripa, lungo i corsi d’acqua e nei luoghi paludosi, nei terreni inondati e argillosi. Per queste sue esigenze ecologiche si usa nel consolidamento e nel rimboschimento dei terreni umidi e franosi, puro o in mescolanza con altre specie igrofile e governato per lo più a ceduo; trova impiego nel consolidamento delle scarpate stradali.

Il legno dell’Ontano Nero, non differenziato, è di colore giallo-rosato nel fresco e diviene rosso-rugginoso nel secco; nell’acqua indurisce e, se permanentemente sommerso, assume notevole resistenza così che viene usato per palafitte e lavori idraulici, mentre è facilmente alterabile all’aria; trova limitato impiego in piccoli lavori di intaglio e tornio per modelli da fonderia e nella fabbricazione degli zoccoli, come combustibile è mediocre, però brucia senza fumo e il suo carbone si usa nella preparazione della polvere pirica. La corteccia è tannica e tintòria per un principio colorante giallo.