Falegnameria: Le essenze

Fin dagli albori della civiltà, il legno è stato il materiale più amato e utilizzato per realizzare l’arredamento. È versatile, rinnovabile e resistente al tempo e all’usura. A differenza dei materiali plastici, non inquina ed è di facile smaltimento. Non c’è casa più calda, affascinante e profumata di quella arredata con mobili in legno lucidati e incerati.

Cedro

È un legno dolce, utilizzato per costruire carcasse, pannelli e fasce per cassetti. La varietà dell’india Occidentale viene impiegata per foderare gli armadi, perché la profumazione del legno, come quello dell’albero della Canfora, tiene lontani gli insetti. I mobili costruiti con questo legno sono delicati e si graffiano facilmente.
È consigliabile il trattamento a gommalacca per isolare l’untuosità, esaltare il colore arancio chiaro e la delicata venatura.

Tasso

È un legno molto bello che non ha nulla da invidiare alle essenze pregiate. Presenta una consistenza compatta, liscia e naturalmente brillante. Invecchiando, il colore assume splendide sfumature dall’arancio scuro al marrone. Il legno di tasso è stato impiegato in Europa fin dal 1600 per la costruzione di mobili e sedie. È l’unico legno dolce che resiste alla curvatura a vapore. La finitura più adatta è quella a cera d’api.

Abete

Legno dolce, si distingue in Abete bianco (Abies pectinata) e Abete rosso (Abies excelsa). Un tempo il mobilio costruito in abete non era considerato pregiato, oggi invece è apprezzato e ricercato per arredamenti rustici. Di colore chiaro, ricco di nodosità, con il poro molto aperto. È piuttosto fragile e si scheggia facilmente. Con il termine “abete” sono denominati anche il pino, il larice, il cembro e l’abete norvegese. Valutazioni elevate possono avere i mobili in abete proveniente dalla fascia pedemontana che si estende dalla Liguria alle valli del Trentino-Alto Adige e del Friuli. Quasi introvabili quelli dipinti.

Castagno

Legno molto usato per la costruzione di mobili nell’Italia centrale, di colore marrone con tonalità chiare e scure. È compatto, poco flessibile e non troppo pesante. Per essere di buona qualità deve essere molto stagionato, perché tende a muoversi e a spaccarsi. Un tempo veniva utilizzato per imitare il noce e la quercia.

Rovere

Questo tipo di quercia appenninica (Quercus robur) è caratterizzato dalla robustezza e dall’alto grado di durezza e resistenza all’urto. Venne impiegato per la costruzione di mobili in Francia, Italia e Inghilterra specialmente in epoca gotica. Il rovere viene spesso utilizzato nella costruzione di scale, serramenti e doghe per botti pregiate. Nella lavorazione richiede molto stucco e nella lucidatura diverse mani di turapori.

Olmo

Legno duro, resistente, di colore marrone chiaro che si scurisce con il tempo. È usato in tutta Europa per mobili rustici. Specialmente in Inghilterra, la sua radice venne usata per lavori d’intarsio.
La sua vena fibrosa lo rende ideale per la realizzazione di sedili di sedie. Si ottengono buoni risultati durante la finitura sia nella lucidatura, sia nel trattamento a cera d’api. È tuttavia vulnerabile all’umidità e attaccabile dal tarlo.

Melo

Sia il melo coltivato che quello selvatico (Pyrus malus) possiedono un legno duro e pesante dai gradevoli riflessi che vanno dal giallo molto chiaro al marrone-rosato. Data la modesta dimensione della pianta, l’uso del suo legno è destinato alla confezione di piccoli oggetti e alla preparazione di listelli per intarsi. Assorbe perfettamente la colorazione ad alcol e durante la finitura diventa piacevolmente brillante.

Pero

Ha caratteristiche simili al legno di melo, ma è più malleabile. Ha una grana liscia e un colore rosato. Per la ricchezza della colorazione è usato negli intarsi e nell’imitazione dell’ebano.

Quercia

Legno molto duro usato soprattutto in Inghilterra per la costruzione di mobili rustici. Il colore cambia dal paglierino al marrone chiaro. I mobili in quercia sono robusti e durevoli, facili da restaurare perché le riparazioni risultano quasi invisibili. Presenta un poro molto aperto adatto alla finitura con gommalacca e cera d’api.

Faggio

Legno duro utilizzato per la costruzione di carcasse, telai e soprattutto di sedie rustiche impagliate. È soggetto al pesante attacco dei tarli. Durante il restauro può essere sostituito dal legno di frassino.

Frassino

Legno duro, versatile, malleabile nonostante la robustezza e la resistenza all’incurvatura. Viene utilizzato per la riparazione di parti interne e raramente per la fabbricazione di mobili. La sua colorazione va dal grigio chiarissimo al
marrone chiaro. Il legno nuovo è difficilmente raccordabile al colore di quello antico, quindi per rappezzature a vista è necessario trovare un pezzo molto stagionato.

Betulla

Legno duro, bellissimo, con una venatura fitta e abbastanza pesante. Il colore marrone delicato ha segnato la storia del design del mobile. Infatti sono in betulla i mobili austriaci Thonet, famosi per le incurvature a vapore. Questo legno, una volta rifinito, può essere confuso con il ciliegio e l’acero. Il piallaccio ricavato dalla betulla, variegato ed elegante, è utilizzato per rivestire mobili di qualità.

Ebano

Legno pregiatissimo, di consistenza durissima e di colore nero profondo. Difficile da lavorare perché delicato. I mobili costruiti in vero ebano sono molto rari. Si falsifica impregnando con aniline legni da frutto come il pero e il sicomoro.
Per rivitalizzarlo e donargli morbidezza viene trattato con olio di oliva.

Ciliegio

Tra i legni ricavati dagli alberi da frutto è il più bello e pregiato. La colorazione varia dal rosa-crema al rosso scuro. I mobili antichi, fabbricati con assi più larghe di 40 cm, hanno elevate valutazioni. È facile da lavorare. In fase di finitura, lucidandolo sia a gommalacca che a cera d’api, si ottiene un effetto molto brillante.

Noce

Il noce di tipo europeo (Juglans regia) è il legno principe dell’ebanisteria. Ha consistenza dura ma duttile nella lavorazione, le venature sono bellissime e creano affascinanti disegni. Il colore comprende tutte le sfumature del marrone e, invecchiando, assume una tonalità rossiccia inimitabile.
Il suo utilizzo è diffuso in tutta Europa dal XVI secolo. Ha un costo elevato, per cui viene utilizzato spesso per impiallacciare. La sua durezza crea dei problemi nella fase di incollaggio. Rifinito con la gommalacca, dà splendidi risultati. I pezzi più antichi vanno lucidati con cera d’api.

Mogano

Immediatamente identificabile dal suo colore rosso deciso e dalle bellissime venature, il mogano è molto resistente all’incurvatura e al trascorrere del tempo. È uno tra i legni più pregiati. In ebanisteria è utilizzato da circa 250 anni. Il più ricercato, per la sua qualità e durezza, è quello rosso scuro.
I tipi principali in commercio sono:

Mogano spagnolo

(Swietenia mahagoni) di colore rosso scuro con venature diritte, molto usato in Inghilterra dalla prima metà del 1700 per la fabbricazione di mobili massicci. Nella seconda metà del 1700 arriva sul mercato il mogano cubano dalle venature più mosse che viene impiegato soprattutto per l’impiallacciatura. È molto difficile reperire questo tipo di mogano, quindi per le riparazioni si ricorre al mogano dell’Honduras, scurito e trattato chimicamente.

Mogano del Centro America

(Swietenia macrophylla) dal legno più morbido e di color arancio-rosato, molto articolato nelle venature. Usato anch’esso verso la fine del 1700 principalmente per impiallacci e intarsi.

Finto mogano

Verso la fine del 1800, dopo un secolo e mezzo di uso intenso, il mogano spagnolo e del Centro America tende a scarseggiare e quindi viene cercato un legno che lo possa sostituire; quello migliore è quello africano (Khaya ivorensis), anche se di qualità inferiore. Nei primi anni del 1900 ritornano in auge mobili in similmogano, che vengono prodotti in scala semindustriale con legni esotici quali il meranti e il sapele.

Palissandro

Questo legno, utilizzato nel 1700 in Francia per la costruzione di pregiatissimi mobili, venne denominato “bois de rose”.
Il palissandro brasiliano è un legno duro, color marrone chiaro con venature nere. Quello dell’india orientale è leggermente più scuro con striature meno marcate. Appena tagliato, si presenta scurissimo ma, stagionando, schiarisce fino ad assumere uno splendido color miele. È molto difficile da lavorare perché, oltre ad essere duro e fragile, è anche oleoso e non s’incolla facilmente. Dopo la rifinitura dà risultati stupendi.

Tek

Legno duro, pesante, molto difficile da segare per la presenza nella venatura di fosfato di calce. È presente in ebanisteria da poco tempo. Di colore marrone chiaro, tende a scurire con l’esposizione al sole.
Per la sua durezza e impermeabilità all’acqua è divenuto il legno più ricercato per il rivestimento dei ponti navali. Di aspetto opaco, al tatto leggermente untuoso, è usato per mobili moderni con design minimalista. Dal suo legno si ottiene l’olio di tek, che rappresenta un’ottima finitura per mobili moderni.