TRATTAMENTO MARMO

A TORINO UN ANGOLO DI PIAZZA CASTELLO E’ STATO RIPORTATO ALL’ANTICO SPLENDORE CON UN’OPERAZIONE DI RESTAURO, UNICA NEL SUO GENERE, CHE HA RESTITUITO L’ORIGINARIA BELLEZZA AI MARMI DI RIVESTIMENTO

Il tempo non segna solo gli uomini, riesce anche ad appannare la bellezza secolare di monumenti che attraversano le generazioni, testimoniando, con la loro solenne presenza, grandezze miserie consegnate alla storia.

Torino, gloriosa sede di vicende che hanno creato l’Italia, non si sottrae alla legge del tempo. Così i suoi severi palazzi, severi ed eleganti, maestosi e raffinati, subiscono le offese che gli anni, le intemperie e l’incuria recano loro. Ma come gli uomini hanno oggi la possibilità di cancellare le tracce dell’inevitabile invecchiamento, ricorrendo alla chirurgia plastica che spiana le rughe e leviga la pelle, così le pietre nobili degli edifici antichi possono ritrovare l’originario splendore e rinnovare l’intrinseco fascino. La tecnologia moderna offre questa possibilità.

E ne è un esempio l’edificio di proprietà della Reale Mutua Assicurazione, che sorge nel cuore della Torino più esclusiva, in Piazza Castello, all’angolo con via Roma, impreziosito da portici che ne esaltano l’imponenza e da marmi presenti quali il Bottoncino fiorito, il Rosso Verona e il verde Roya. L’intervento, una lucidatura al diamante effettuata in verticale si è svolto in quattro fasi successive di levigatura finale. La scelta del diamante garantisce la qualità del risultato, permettendo 1’abrasione e l’asportazione dello strato danneggiato senza creare impasto e patinatura del materiale.

LE FASI DI LAVORAZIONE

In questo caso specifico, sono stati impiegati flessibili pneumatici con un sistema di lubrificazione ad acqua, canalizzato attraverso l’albero principale, dotato di regolare flusso, per ottenere una corretta distribuzione sui 900 m2 di superficie complessivamente trattati tra lastre, alzate e portali.

La prima operazione è consistita nella sgrossatura del materiale lapideo, per eliminare qualsiasi traccia di scritte, polvere, sporco, inquinamento e riportare le pietre al loro aspetto primitivo.

Il secondo passaggio, di levigatura fine, ha eliminato le tracce del diamante di sgrossatura e ha preparato il materiale alle fasi di finitura.

La terza tappa è stata la chiusura delle porosità createsi sulle superfici, mentre il quarto momento ha conferito alle pietre l’effetto di prelucido, esaltando i colori e preparando il tutto alla definitiva lucidatura ottenuta can acidi ossalici e feltri. II trattamento finale con prodotti oleo idrorepellenti assicura protezione dalle piogge acide e dagli inquinanti in genere.

GLI UTENSILI

Le macchine, dotate di un sistema di protezione, costituito da un paraspruzzi posizionato sul perimetro del platorello portautensili, e, hanno montato, tra il platorello e l’utensile diamantato, un supporto gommato studiato per ottenere una lavorazione più uniforme durante le fasi di sgrossatura. Sono stati impiegati platorelli di diverse dimensione costruiti con una speciale gomma velcrata: quelli di diametro 100 sono stati utilizzati sulle superfici più ampie, quelli a diametro 75, invece, sono stati usati per la lavorazione delle coste dritte e sagomate e di tutti quegli spazi che hanno richiesto utensili di dimensioni ridotte.

I flessibili pneumatici, con un consumo medio di 450 litri d’aria al minuto, hanno richiesto l’impiego di compressori di tipo silenziato, per evitare disagi ai numerosi passanti.

PARTICOLARI IMPORTANTI

Come legante sono state impiegate resine che hanno garantito al prodotto un consumo uniforme, evitando fastidiose soste di ravvivatura utensile e sprechi inutili e costosi. Non è stato trascurato alcun particolare pur di restituire al palazzo l’originale bellezza, dovuta all’evidenza ritrovata di quelle caratteristiche che pongono i lavorati in marmo ai vertici dell’architettura nazionale.

LEVIGATORI SI DIVENTA

E’ facile per chi da anni esercita la professione e levigatore e lucidatore di pavimenti lapidei scuotere la testa all’apparire di nuove imprese concorrenti, nate a volte apparentemente dal nulla. Bisogna, infatti, fare molta attenzione, in quanto il mercato sta cambiando con grande rapidità.

LA “SODDISFAZIONE DEL CLIENTE”

Per questo, oggi più che mai, le richieste dei clienti vanno interpretate, capite e affrontate nel modo migliore, con soluzioni adeguate e moderne che permettano di raggiungere l’obiettivo: lavorare guadagnando denaro e rispetto attraverso la famosa “soddisfazione del cliente”.

Il fatto è che tanti professionisti del settore giudicano il proprio lavoro, e spesso anche quello degli altri, solamente dal proprio punto di vista, che però, non sempre corrisponde a quello del cliente. E questo non soltanto in caso di contestazione. A volte, per ottenere la propria soddisfazione, si consegnano infatti pavimenti il cui guadagno non copre neppure il materiale di consumo, forse perchè il prezzo richiesto era sbagliato fin dall’inizio.

Al cliente, in fondo, interessa solo che il suo pavimento di marmo sia subito lucido e bello. Garantendo questo, diventa automaticamente più facile chiedere un giusto prezzo.

IL SOPRALLUOGO

Per quegli artigiani che da sempre utilizzano levigatrici tradizionali molto pesanti, senza considerare che con l’avvento del diamante industriale tutto è cambiato e cambierà ancora, è giunto il momento di fermarsi per cercare di capire cosa c’è di nuovo e soprattutto di buono nei macchinari leggeri alternativi che propone il mercato.

Sicuramente vale la pena provare a tornare a imparare nuove procedure di lavorazione, con quel pizzico di umiltà che non guasta mai.

In ogni caso l’esperienza fatta con i sistemi tradizionali di sicuro non andrà persa, ma al contrario, si integrerà con le nuove metodologie necessarie all’uso del diamante con macchine diverse da quelle finora usate. Inoltre, con la possibilità che quasi tutti i fabbricanti di oggi offrono di addestrarsi all’impiego dei sistemi prima ancora dell’acquisto, l’apprendimento risulta molto agevole e rapido. Una volta presa la “patente”, si deve a questo punto operare con assoluta onestà e trasparenza. Ciò significa effettuare sopralluoghi scrupolosi e rilasciare preventivi scritti, nei quali deve essere precisato tutto il procedimento di lavorazione e i materiali usati. II cliente, infatti, deve capire di trovarsi di fronte a un professionista serio e che il prezzo richiesto è quello giusto per il servizio dato.

Bisogna quindi rifiutare incarichi sottocosto, altrimenti si sarà costretti a effettuare un cattivo lavoro e a volte non si riuscirà nemmeno a farsi pagare. E, in questo caso, dove sta il guadagno?

LA CONSEGNA DI LAVORI

Anche la consegna di lavori ben eseguiti può a volte creare problemi, solo perchè questi si presentano male. E’ dunque importante sapere consegnare un lavoro nel modo migliore, per esempio eliminando la classica segatura che, se aiuta nell’asciugatura, allo stesso tempo toglie moltissimo all’aspetto finale del pavimento.

Se è proprio necessaria, è giusto utilizzarla ma ci si deve allora preoccupare di eliminarla completamente prima della consegna. Una stanza che si presenta in tutta la sua brillantezza serve poi anche a nascondere qualche piccolissima imperfezione, che è umana e inevitabile. Non bisogna dimenticare che il levigatore è un artista, il quale trasforma la pietra, il marmo e il granito, riuscendo a ridare vita a un pavimento spento e apparentemente morto.

Tutto questo non giustifica l’esecuzione di cattivi lavori ma deve far capire che a volte non è solo la qualità dell’opera che distingue le imprese, bensì la capacità di offrire una proposta professionale e di ottenere la soddisfazione del cliente, che spesso e molto più vicina di quanto si pensi.

LA CAPACITA’ DI RINNOVARSI

Diverse giovani imprese non hanno scosso il capo alla nascita di nuovi sistemi alternativi di levigatura e rilucidatura e hanno così ottenuto ottimi risulti. Dato che il mercato offre sempre più ripristini piuttosto che nuove costruzioni, è necessario attrezzarsi per eseguire meglio i lavori con, per di più, il vantaggio dei costi inferiori. Levigatori, in poche parole, non si nasce ma si diventa.

Basta voler imparare a lavorare anche con strumenti nuovi e con la propria professionalità per fare la differenza.

TECNICHE DI FINITURA: LEVIGATURA E LUCIDATURA

UN PAVIMENTO LUCIDO,TRATTATO SECONDO I CANONI DEL BUON OPERARE, MANTIENE INTATTI NEL TEMPO IL SUO VALORE E LA SUA BELLEZZA

Un pavimento di pietre naturali ha molte peculiarità che lo rendono un pezzo unico e sempre diverso nelle sue caratteristiche intrinseche. Anche nello stesso tipo di materiale è possibile infatti riscontrare variazioni molteplici di forma e colore, peculiarità tipica di una materia formatasi in milioni di anni. Al fine di valorizzare ulteriormente le caratteristiche della pietra, oltre alla creatività di chi posa il materiale (è possibile infatti utilizzare una o più pietre, tagliare queste ultime in lastre più o meno grandi, losanghe, marmette, a seconda del risultato che si vuole ottenere), ha molta importanza il processo di finitura che consiste nella levigatura e nella lucidatura del pavimento.

LA LEVIGATURA

Si esegue utilizzando utensili abrasivi di diverso tipo e consta di quattro fasi:

  • Spianatura: operazione che consente di rendere il più possibile piana la superficie da trattare;
  • Sgrossatura: eliminazione delle righe lasciate dall’abrasivo precedente:
  • Chiusura: eliminazione delle righe lasciate dall’abrasivo precedente e riduzione delle porosità naturali presenti in ogni materiale;
  • Finitura: ulteriore eliminazione delle tracce della grana precedente e finitura della superficie, che risulterà liscia, ma ancora opaca.

LA LUCIDATURA

Consiste in una serie di lavorazioni che seguono la levigatura. I procedimenti possono essere di tipo meccanico o chimico. Nel primo caso si utilizzano abrasivi con micrograne, nel secondo si usano acidi.

La lucidatura consta di due fasi di lavorazione:

  • prelucidatura: trattamento che consente di ottenere una semilucidità; è una fase molto importante, imprescindibile se si vuole ottenere un risultato finale soddisfacente;
  • lucidatura finale: con questa operazione molto delicata si rende il pavimento lucido e brillante, senza causare bruciature, che rovinerebbero tutto il lavoro svolto in precedenza. Per il marmo si utilizza la combinazione di un acido (acetosella o acido ossialico) con alcuni ossidi, per il granito la lucidatura finale consiste in una semplice azione meccanica, da effettuarsi con vari tipi di ossidi. Le operazioni di finitura (levigatura e lucidatura) si differenziano a seconda che ci si trovi di fronte a marmi o graniti.

LA FINITURA DEI MARMI

Per marmo intendiamo una roccia cristallina di natura calcarea costituita prevalentemente da minerali di durezza Mohs da 3 a 4.

Le operazioni di finitura si differenziano a seconda che il marmo sia grezzo o semplicemente abbia perso brillantezza o subito danni nel corso degli anni. Queste operazioni si seguono con macchine levigatrici composte da un motore, due ruote posteriori, un piatto porta abrasivi (è consigliabile una velocità del piatto di circa 400/420 m/min), un serbatoio per l’acqua, una maniglia, che permette le manovre.

La struttura della macchina permette all’operatore di lavorare in posizione laterale rispetto a essa e imprimere un movimento oscillatorio sulla superficie da trattare. Una corretta oscillazione garantirà una ottimale planarità della superficie.

Un suggerimento importante è quello di effettuare una prima passata in senso verticale e una seconda in senso orizzontale, lavorando ogni volta uno spazio massimo di circa 2 mq.

Sulle macchine levigatrici vengono montati abrasivi che possono avere forme diverse:

  • primatici, tipo Cassani;
  • virgole, tipo Genovesi;
  • tipo Munchen;
  • tipo Frankfurt.

L’impiego di una forma rispetto a un’altra, normalmente, non è legato a criteri tecnici di valutazione, bensì all’abitudine o ai gusti personali di ogni levigatore.

Il tipo Munchen, tuttavia, offre la giusta proporzione tra superficie di contatto e pressione esercitata.

Gli abrasivi utilizzati nel processo di levigatura e lucidatura del marmo sono diversi:

  • Diamante: viene utilizzato nella levigatura del marmo solamente nella fase di sgrossatura del pavimento, in alternativa alle grane 24 o 36 in carburo di silicio, in quanto riduce notevolmente i tempi di lavorazione. Il legante utilizzato per il diamante può essere di due tipi: metallico o resinoide;
  • Carburo di silicio: questo abrasivo viene impiegato nelle diverse granulometrie per le fasi di sgrossatura. levigatura e prelucidatura. Per il marmo si impiegano leganti di magnesite oppure di magnesite e resina, dalla grana 16 fino alla 220. Nelle micrograne (dalla 280 alla 500) viene impiegato un legante in poliestere;
  • Ossidi e acetosella: questi elementi sono utilizzati nella fase finale della lucidatura dei marmi. L’ossido di stagno, l’ossido di alluminio, l’acetosella e l’acido ossalico possono essere combinati o sotto forma di polveri lucidanti oppure amalgamati con un legante a base di lacca o di resina fenolica nel formato normalmente utilizzato dal levigatore. II prodotto ottenuto viene comunemente chiamato 5 Extra o Giallo.

I GRANITI

I graniti sono rocce eruttive principalmente costituite da minerali (quarzi e felspati) di durezze Mohs da 6 a 7. Come già precisato per il marmo, anche per il granito, prima di iniziare i lavori bisognerà considerare lo stato della superficie e il tipo di granito da trattare.

Segnaliamo tre grandi famiglie di graniti:

  • Graniti teneri, per esempio il Nero Africa, che richiedono una particolare cura nella fase di lucidatura;
  • Graniti aperti, per esempio i graniti sardi, che richiedono una particolare cura nella fase di chiusura;
  • Graniti duri, per esempio il Nero Indiano, che richiedono una particolare attenzione nella fase di spianatura.

Le prime macchine da granito sono apparse sul mercato negli anni ’60; sono composte da un motore di almeno 5,5 KW, due ruote posteriori, una testa planetaria che può montare 3 o 4 abrasivi (le teste planetarie con 3 abrasivi risultano più vantaggiose nella fase di spianatura e sgrossatura, quelle a 4 abrasivi nelle fasi successive) consigliabile una velocità periferica dei satelliti dai 700 ai 730 m/min, un serbatoio per l’acqua e una maniglia. L’utilizzo è analogo a quello delle macchine per marmo.

Su queste macchine vengono montati degli abrasivi tipo rulli, normalmente di diametro 100, che possono avere diversi tipi di attacco, per esempio a vite, attacco rapido tipo Terzago, oppure gli abrasivi possono essere incollati a un platorello.

GLI ABRASIVI

Gli abrasivi utilizzati per la finitura di un pavimento in granito possono essere:

  • Diamante: viene utilizzato normalmente solo nella fase di sgrossatura del pavimento, in alternativa alle grane 16 o 24 in carburo di silicio, in quanto, come nel marmo, vengono ridotti i tempi di lavorazione.
    Il legante utilizzato è normalmente metallico. Nel caso di materiali molto duri si usano due diamanti di diversa grana, grossa e fine, con materiali molto aperti si utilizza solo il diamante fine, sui teneri se ne sconsiglia l’uso;
  • Carburo di silicio: questo abrasivo viene impiegato nelle diverse granulometrie per tutte le fasi fino alla prelucidatura.Vengono impiegati leganti di magnesite o di magnesite e resina, dalla grana 16 lino alla 1500;
  • Ossidi: sono ossido di alluminio e ossido di stagno. Abitualmente si trovano due tecniche d’uso, una che prevede l’utilizzo di una polvere lucidante (ottenuta miscelando gli ossidi sopra citati), che viene distribuita uniformemente sul pavimento leggermente inumidito.

Si applica un feltro sotto il piatto porta abrasivi piano, si pone una manciata di polvere lucidante sotto il feltro e si procede alla lucidatura finale del pavimento utilizzando la macchina a secco, ma continuando a inumidire manualmente il pavimento. L’altro procedimento prevede l’uso di mole in resina poliestere che contengono anch’esse gli ossidi lucidanti, in questo caso la macchina deve lavorare a umido con abbondante acqua.

CONCLUSIONI

I metodi di levigatura e lucidatura sin qui analizzati sono quelli più tradizionali.

Oggi si indagano nuove tecniche atte a snellire il lavoro; sono allo studio nuovi tipi di abrasivi e nuove macchine adatte anche a levigatori con esperienza tecnica ancora in via di formazione, si cerca inoltre di ridurre i costi produttivi generali.

L’incidenza dei costi per levigatura e lucidatura deve tener conto soprattutto del risultato qualitativo; spesso, sbagliando, si opta per la logica del minor costo al metro quadro, a scapito del risultato finale. Un pavimento posato, levigato e lucidato secondo i canoni prescritti manterrà inalterata negli anni la sua bellezza e anche la sua manutenzione risulterà più facile.

Concludendo, è bene ricordare che anche una manutenzione corretta delle superfici è fondamentale, occorre sottoporre i pavimenti ai trattamenti impermeabilizzanti, idro e oleorepellenti idonei a ogni tipo di materiali e utilizzare per la pulizia ordinaria detergenti specifici per le pietre naturali.