I SISTEMI DI PULIZIA A SECCO DEI PAVIMENTI

Tra i tanti neologismi inventati negli ultimi trent’anni anche quello della “pulizia a secco dei pavimenti” è stato coniato per esprimere una tipologia di operazione molto utile nella pulizia professionale delle superfici. Si tratta di un complesso di operazioni effettuate con l’uso di attrezzature e prodotti specifici che nascono dalla necessità di ottenere risultati in tempi brevi e con il massimo effetto estetico. Le seguenti operazioni fanno tutte parte della “pulizia a secco”:

  • la deceratura a secco;
  • lo spray cleaning;
  • lo spray buffing;
  • il burnishing.

Un’altra espressione coniata recentemente è quella della “pulizia a semi-secco”. In questo articolo parleremo del significato, dell’utilità e delle modalità di lavoro di tali tecniche per ottenere al meglio i risultati desiderati.

LA DECERATURA

La deceratura o lavaggio di fondo è l’operazione di preparazione del pavimento a una nuova inceratura. La deceratura a secco è l’operazione di rimozione di vecchie protezioni (o cere) dai pavimenti senza effettuare un lavaggio di fondo di tipo “tradizionale”. Per il lavaggio di fondo di tipo “tradizionale” si impiegano una monospazzola munita di apposito disco abrasivo, una soluzione di detergente decerante e un aspiraliquidi. Un buon lavaggio di fondo, per rimuovere efficacemente i vecchi strati di cera, prevede la seguente successione di operazioni:

  • stendere sul pavimento la soluzione del decerante attraverso il serbatoio della macchina;
  • lasciarla agire;
  • lavorare con la macchina, aspirare i residui con aspiraliquidi;
  • risciacquare con acqua facendola scendere dal serbatoio e nel contempo “lavorare” per ben rimuovere i residui di deceratura;
  • aspirare con aspiraliquidi.
    In questa sequenza di operazioni risultano importanti i seguenti fattori:
  • la macchina velocità 150-180 giri:
  • il disco abrasivo: rosso per i pavimenti piombati, verde per i resilienti (pvc – linoleum), nero aereato per i cementi ed i cotti, marrone per i resilienti con strati duri e spessi di cera. Usare possibilmente acqua calda e non deceranti alcalini sui pavimenti in linoleum.

LA DECETURA

Nella deceratura a secco si usa una macchina a doppia velocità da 150-350 giri, un disco blu aerato o un disco marrone aerato (a seconda che si voglia fare una deceratura a secco parziale o totale), e il prodotto decerante a secco.

Si spruzza il prodotto sul pavimento e si passa contemporaneamente la macchina. Si lavorano zone di 8-10 m2 per volta. L’azione abrasiva del disco e del prodotto grattano via la vecchia cera che si appiccica sul disco. Quando si vede che il disco non riceve più perché lascia aloni, si gira o si cambia. Il disco sporco si lascia asciugare e la cera secca si può rimuovere strofinandolo a secco oppure lasciandolo in ammollo in una soluzione di decerante.

Questa tecnica di deceratura è molto utile quando non si ha il tempo, o il modo, di effettuare un lavaggio di fondo tradizionale come indicato. Nel caso in cui lo strato di cera sia molto vecchio e molto sporco è consigliabile usare il disco più abrasivo marrone aereato, altrimenti, per una deceratura superficiale, che intende lasciare ancora uno strato di cera, si pùò usare il disco blu aereato.

Si adopera questa tecnica per intervenire nei punti più danneggiati, come al centro di un corridoio, all’ingresso di una stanza, sotto la scrivania di qualcuno con i “piedi pesanti” ecc. Successivamente, per riprendere il lucido e riapplicare la protezione, si può procedere a secco con la tecnica dello spray buffing come vedremo di seguito. La deceratura a secco non può, a lungo andare, sostituirsi al lavaggio di fondo tradizionale, tuttavia prolunga la vita al trattamento e, se ben fatta, può far apparire il pavimento come nuovamente decerato-incerato; risulta inoltre indispensabile per la pulizia o deceratura di fondo di pavimenti sospesi (galleggianti) che non possono evidentemente essere bagnati per evitare di danneggiare il sottofondo.

Il risparmio di tempo per l’impresa è evidente.
Un limite di questa tecnica riguarda quei pavimenti resilienti che sono stati posati su sottofondi con gobbe o avvallamenti poiché è difficile decerare con questo sistema il punto “avvallato”.

LO SPRAY CLEANING

Alla fine degli anni ’60 e nei primi anni ’70, si erano già introdotte sul mercato le famose cere “filmogene” chiamate metallizzate, per la protezione dei pavimenti in particolare quelli in Pvc e Linoleum.

L’inceratura e la deceratura erano frequenti; molti capitolati, infatti, prevedevano tali operazioni con frequenza mensile.
Per ritardare questa operazione (prima in Svizzera poi in altri paesi) si consigliò l’operazione di pulizia a secco chiamata spray cleaning che nella traduzione letterale significa pulire (deoning) – spruzzando (spray). La macchina da usarsi è a doppia velocità (150-300 giri) con un disco rosso quando è necessario pulire più a fondo ed un disco bianco quando si vuole lucidare.

A velocità bassa (150 giri) si pulisce usando il disco rosso e alla velocità più alta (300 giri) si lucida usando un disco bianco. In alternativa, si può utilizzare per tutte e due le operazioni un disco crema. Il prodotto da spruzzare è formulato con solventi, tensioattivi e cere del tipo lucidabile. I solventi ed i tensioattivi sono necessari per pulire e far asciugare rapidamente i pavimenti e le cere per lasciare uno strato protettivo e brillante.

Oggi, questa tecnica non è più utilizzata per il mantenimento dei film delle cere filmogene metallizzate ma si usa invece proprio su pavimenti che non sono trattati con questo tipo di protezione. Infatti, il prodotto che ha caratteristiche “cerose” lucidabili non risulta più adatto alla necessità di mantenere delle protezioni dure. La cera lucidabile, infatti, lascia alonatura e si segna facilmente. La tecnica è stata superata da quella dello spray buffing che, come vedremo in seguito, utilizzando macchine ad alta velocità indurisce il film protettivo.

La tecnica dello spray cleaníng risulta invece molto utile nei seguenti casi:

  • pulizia e lucidatura a secco di pavimenti in granito piombato e marmi piombati o cristallizzati. Il film ceroso si infila nella porosità residua del materiale e, formando un leggero strato protettivo, preserva la piombatura dall’esser consumata;
  • protezione di pavimenti sospesi (galleggianti) che non possono essere lavati perché il lavaggio bagnerebbe il sottofondo con cavi e componenti elettrici;
  • manutenzione di pavimenti in resine poliesteri, poliuretaniche o epossidiche che, non presentando porosità, non consentono l’ancoraggio delle protezioni filmogene metallizzate;
  • manutenzione di pavimenti in cotto trattati con sigillanti acrilici non metalllzzati (turapori) specialmente in locali a forte tragico come musei o edifici di interesse storico-artistico. La cera preserva il consumo delle protezioni filmogene e del pavimento.

LO SPRAY BUFFING

Anche questa espressione come la precedente è formata da parole prese dalla lingua inglese: spray significa spruzzare e buffing (to buff) significa strofinare generando calore. Lo spray buffing è nato quando, verso la metà degli anni ottanta, sono state immesse sul mercato le macchine ad alta velocità. Nel frattempo sono comparse le cere metallizzate a più alta resistenza al traffico, tra cui sono emerse, conquistando il mercato, quelle definite “ad alta reticolazione”.
Il calore generato dal disco per l’alta velocità della macchina fonde il film della cera metallizzata, ricucendo i segni del traffico e nel contempo indurendo il film. Il tutto è coadiuvato dal prodotto che si spruzza, che ha la funzione, oltre quella di sciogliere lo sporco assorbito dal disco, di aiutare la fusione della pellicola. Il risultato è un film molto lucido e l’effetto è quello del wet look cioè “l’effetto bagnato”.

Si distingue tra spray buffing cerante e spray buffing non cerante.
Nella composizione dello spray buffing cerante, è presente anche della cera metallizzata che, rifondendosi con quella sul pavimento, ne ripristina lo spessore consumato dal traffico. Il prodotto spray buffing non cerante ha solo una funzione pulente e fondente ed è esente da cera. Per la manutenzione ordinaria (per esempio una volta alla settimana) si usa soprattutto la modalità “non cerante”. Lo spray buffing “cerante” si usa invece quando il consumo dovuto al traffico determina una richiesta di nuova protezione (per esempio una volta ogni 30/60 giorni).

La scelta del disco e della velocità delle macchine è di notevole importanza. Per ottenere una buona fusione della pellicola di cere dure è necessario utilizzare una macchina almeno da 800 giri mentre la macchina da 1500 giri è utilizzata per superfici più vaste e più libere.
La macchina da 800 giri è più maneggevole e si usa per aree più piccole o più ingombre. La velocità di lavoro con le macchine da 1500 giri è ovviamente superiore e risulta anche leggermente più elevato il grado di lucido rispetto a quelle da 800 giri. I dischi utilizzati per l’operazione di spray buffing sono due: il disco crema (o champagne) ed il disco in fibra naturale ed entrambi sono in grado di generare calore per fondere la pellicola.

È importante non confondere il disco crema con quello beige che tende a formare aloni. Il disco crema si usa nello spray buffing non cerante poiché ha un buon potere assorbente dello sporco e fonde bene il film, mentre, il disco in fibra naturale, possiede una struttura più aereata che consente di assorbire meglio, non impaccandosi, i residui di cera quando si fa lo spray buffing cerante. Entrambi i dischi sono in grado di produrre l’effetto bagnato, ma la distinzione indicata è da tenersi in considerazione per ottimizzare il lavoro.

IL BURNISHING

Per il burnishing si usano macchine da 2000, 2500 e 3000 giri. La parola inglese bumishing si traduce letteralmente “brunitura, lucidatura” ed è solitamente utilizzata per i metalli. Per quanto concerne i pavimenti si intende una lucidatura a secco senza uso di prodotti utilizzando macchine ad altissime velocità. Si usa questa tecnica per vaste superfici dove l’azione pulente è stata già precedentemente effettuata con lavasciuga. Si usano macchine di lucidatura a cavo o a batteria.

È necessario utilizzare il disco in fibra naturale che è autoraffreddante. Per la verità esistono due-tre tipi di dischi in fibra naturale di diverso grado di durezza ma per lo spray buffing si usa quello più morbido. Si usano i dischi più duri quando, utilizzando le macchine ad altissima velocità per il burnishing, si vuole anche “rasare” in superficie uno strato di cera per pulire la pellicola protettrice.

Questa è la tecnica americana che prevede spessori molto alti di cera metallizzata applicata a 4-5 mani. L’effetto di rasatura toglie uno strato di cera mettendo in evidenza quella più pulita sottostante. Si ripristina poi lo strato dopo 1-3 anni applicando una nuova mano di cera senza decerare.

LA PULIZIA A SEMI-SECCO

È una nuova tecnica di pulizia per pavimenti lucidi che si attua utilizzando specialmente frange in microfibra. Il sistema a semi-secco è nato per risolvere il problema di lavaggio dei pavimenti, quando ci si trova in zone con acque molto dure che lasciano un residuo sui pavimenti lucidi.

Il lavaggio tradizionale con mop o frangia di lavaggio, anche utilizzando detergenti a basso residuo, su questi pavimenti lascia delle striature causate dai residui calcarei dell’acqua. La pulizia a semi-secco si usa in aftemativa al lavaggio sui pavimenti in gres lucidato o in monocottura.

Si può usare anche su pavimenti lucidi o incerati con cere metallizzate resistenti ai solventi alcolici-glicolici o su pavimenti in resina lucidi o semi-lucidi.

La microfibra sia in versione rasata che in versione riccio ha un forte potere penetrante nella microporosità della superficie. La tecnica consiste nello spruzzare piccole quantità di prodotto per smacchiare e pulire a semi-secco il pavimento. Il prodotto che si usa non ha residuo ed esplica l’azione pulente attraverso solventi idrosolubili che evaporano velocemente: si spruzza sul pavimento e si assorbe con la frangia. Per superfici più vaste si può utilizzare anche una monospazzola a bassa velocità munita di disco in cotone Bonnet; è sufficiente spruzzare il prodotto sul pavimento e passare la macchina per pulire e asciugare.

È interessante l’uso del sistema semi-secco abbinato alla depolverizzazione (scopatura) dei pavimenti con la microfibra rasata. Dove vi è qualche macchia si spruzza il prodotto per eliminarla. Il prodotto può essere utilizzato con apposito attrezzo munito di serbatoio che lavora con frangia in microfibra: si spruzza il prodotto e si passa la microfibra per assorbire.
In un momento di estrema competitività le imprese di servizi si possono avvalere di queste tecniche per ridurre i tempi di lavoro ed offrire ai clienti risultati ottimali.